Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
testa-imp-1

Scommessa russa per l’olio Filippo Berio (e il Brasile riappare nelle strategie del gruppo Salov)

“Decisivo insediarsi oltre confine”, era il titolo con il quale “A ritmo di export” introduceva, il 23 luglio del 2013, la descrizione della presenza sui mercati esteri della lucchese “Salov”, azienda storica nella produzione e commercializzazione di olio, nata nei primi anni del 900 per iniziativa di due pionieri come Filippo Berio e di Dino Fontana. E quel titolo, oggi a distanza di più di tre anni trova ulteriore conferma perché il gruppo Salov, proprietario dei marchi Sagra per l’Italia e Filippo Berio per l’estero, ha deciso di investire nella crescita del mercato russo e aperto una filiale a Mosca. Scelta coraggiosa, per le difficoltà che circondano oggi ogni tentativo di lavorare in Russia, a causa delle restrizioni all’export provocate dalle vicende dell’Ucraina, ma preparata con cura nel corso di questi ultimi tre anni.

Anni che, in particolare dal 2014, hanno visto la famiglia Fontana, da quattro generazioni alla guida della società, cedere la maggioranza a una compagine cinese, la Bright Food, rimanendo tuttavia punto di riferimento per l’azienda. Infatti, nel board di Salov, il presidente Yimin Wu Tonghong, è affiancato da un rappresentante della famiglia fondatrice, Alberto Fontana, in qualità di vicepresidente  (nella foto).

AlbertoFontana_dsc3327

Sempre italiano l’amministratore delegato, nella persona di Stefano Rinaldi (nella foto).

Rinaldi

La guida è dunque saldamente italiana.

In questi anni il Gruppo ha ripreso quota in termini di fatturato, salendo dai 296 milioni del 2013 –  diventati 286 nel 2014 – ai 350 del 2015, valore che – assicurano nella sede di Massarosa – dovrebbe trovare conferma a fine 2016. L’export rappresenta attualmente il 65% del fatturato globale del Gruppo che esporta in 72 Paesi.

testa-qualita-1

In questo contesto di presenza all’estero, il mercato Usa rappresenta il 35% delle vendite complessive, mentre quello del Regno Unito, altra area di forte penetrazione dei prodotti Filippo Berio, il 12 per cento.

brand

Le vendite negli Usa e in UK sono state favorite con filiali commerciali a conduzione diretta Salov (in New Jersey, dal 1987, e a Londra, dal 1999).  Il modello viene ora replicato in Russia, un Paese che rappresenta un ottimo potenziale, sia in termini di popolazione che di apertura verso modelli alimentari occidentali.

Il consumo pro-capite di olio di oliva in Russia è ancora molto basso – informa l’azienda – ma il consumatore russo subisce sempre più il fascino della dieta mediterranea e dello stile di vita italiano, di cui l’olio di oliva è un ingrediente immancabile. Ci sono dunque tutte le prerogative perché la richiesta possa crescere e avvicinarsi gradualmente a quella raggiunta in mercati più maturi come Usa e UK.

L’apertura della filiale diretta a Mosca è l’ultima tappa di un percorso di crescita del gruppo Salov in Russia, iniziato nel 2008 con il classico modello distributivo tramite importatore.  Da quella data a oggi, l’azienda ha registrato una continua crescita di volumi e di interesse da parte dei consumatori russi, confermata da ricerche e studi di mercato che hanno evidenziato il grande potenziale rappresentato da quel Paese per la commercializzazione di olio italiano, tanto che il Gruppo Salov aveva deciso già nel 2012 di inviare una sua risorsa in loco per coordinare da vicino le attività del distributore e preparare l’apertura di una filiale diretta, quella appena inaugurata.

testa-private-2

“I Russi apprezzano la dieta mediterranea – commenta Dusan Kaljevic, direttore generale della filiale Salov a Mosca” (nella foto)–.

Dusan Kaljevic

“Molti di loro – prosegue – trascorrono le vacanze in Italia e ne amano, in particolare, i ristoranti e la gastronomia. Pochi Paesi al mondo possono vantare una cultura dell’olio di oliva al pari degli italiani e quindi questo rappresenta un elemento strategico per conquistarli. Il nostro impegno parte dalla necessità di fare cultura dell’olio nel mercato russo, con un approccio educativo. L’olio non è solo un ingrediente, ma un elemento di benessere, un cibo con proprietà funzionali riconosciute da studi scientifici. Su queste leve vogliamo far crescere il consumo di olio di oliva in questo Paese”. Si tratta di una scelta strategica ampiamente condivisa dalla nuova proprietà cinese, si fa sapere dall’azienda lucchese, per l’alta considerazione che in Cina ha l’olio italiano nell’alimentazione.

Fondamentale, inoltre, in Russia, per questo percorso di diffusione della cultura dell’olio, anche l’impegno nel canale foodservice, dal momento che l’offerta di una ristorazione di qualità, anche italiana, è in crescita in quel mercato. Non a caso, contestualmente all’apertura della filiale, il Gruppo Salov ha riconfermato come brand ambassador di Filippo Berio Marco Iachetta, uno degli chef italiani più affermati del momento, proprietario del Ristorante Iacchetta’s di Minsk e partner del Ristorante La Scarpetta di Mosca.

“Vogliamo replicare in Russia il modello di successo che abbiamo già applicato in Usa e UK”, sottolinea Alessandro Vella, direttore export del gruppo Salov (nella foto).

Vella

Le potenzialità ci sono tutte. La Russia è un’altra tappa del nostro piano di espansione internazionale – conclude Vella – Per il futuro, stiamo già facendo alcune valutazioni sul Brasile”, Paese, quest’ultimo, da diverso tempo target nelle strategie di sviluppo di Salov.

Il sito internet di Salov

Si conferma così la vocazione di un’azienda che ha l’internazionalizzazione nelle sue stesse origini. Già da metà Ottocento, infatti, Filippo Berio, esportava i suoi prodotti negli Stati Uniti, seguendo i grandi flussi migratori degli italiani che cercavano fortuna oltreoceano e, con le poche valigie, traslocavano anche una forte cultura e tradizione gastronomica, a cui non intendevano rinunciare. Cominciarono così le esportazioni di olio di oliva negli Stati Uniti, dove Filippo Berio fu uno dei primi marchi italiani ad essere registrati.

logistica_anni 30