Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
12976544_494407900764732_17788963_n

Distillerie Bonollo, barra dritta verso gli Usa con la grappa “Gra’it”, dopo i successi al Salone di vini e spiriti a Las Vegas

Elvio Bonollo, responsabile marketing delle storiche Distillerie Bonollo di Conselve (Padova)

Elvio Bonollo nell'invecchiamento 4_bassa

l’aveva detto, ben tre anni fa, al blog “A ritmo di export”: “Esistono nicchie di mercato molto interessanti, con possibilità di sviluppo, fuori dai confini Ue, in cui in parte siamo già presenti. Negli Usa per esempio”. Ecco fatto. Il manager parlava con ragion di causa, perché l’azienda padovana sta affrontando in questi mesi con decisione il mercato statunitense, soprattutto dopo il successo ottenuto alla 73/ma edizione del “Wine & spirits wholesalers of America” (Wswa), che riunisce l’intero settore dei distributori americani all’ingrosso di vini e spirits e che si è svolto a Las Vegas lo scorso aprile. Nata nel 1943, la convention riunisce più di 350 aziende da tutti gli Stati Uniti e rappresenta oltre l’80% di vini e distillati venduti all’ingrosso negli Usa.

BO4V4723-600x400

In quell’occasione, per la prima volta, una grappa, quella che viene dalle distillerie di Conselve e dalla produzione liquoristica a Mestrino, sempre nel Padovano, ha avuto il massimo dei premi.

Bonollo esterno

BONOLLO_ESTERNO_2_a

Messa subito alla prova, la grappa presentata da Bonollo, la Gra’it (si scrive Gra’it, ma si legge “great”, in inglese “grande”) ha ricevuto la doppia medaglia d’oro nella degustazione alla cieca del prodotto in purezza. E inoltre, il cocktail “L’Italiano”, del mixologist Davide Borgia, fatto al cento per cento con ingredienti nostrani, utilizzando come spirit la grappa Gra’it, si è aggiudicato il “People’s choice award” della call for cocktails competition, cioè il massimo riconoscimento conferito dal pubblico.

La presentazione dell’azienda padovana a Las Vegas

È la prima volta che una grappa ottiene il premio della competizione mixologist nella convention Wswa. Ecco la ricetta del cocktail vincitore: 50 ml Grappa Gra’it, 25 ml Amaro Of Bonollo Invecchiato, 30 ml succo di limone, 20 ml di polpa di amarone e sciroppo di zenzero, 1 albume d’uovo.

12531190_1011548292260407_1937760596_n

Gra’it è una grappa concepita e prodotta in esclusiva per il mercato Usa dalle Distillerie Bonollo Umberto, dimostrando in questo modo che, per conquistare i mercati esteri, le imprese italiane devono pensare di realizzare prodotti export orienteed. “Gra’it – spiega Elvio Bonollo –

Elvio Bonollo1_a

è un distillato fedele alla sua tradizionale personalità, ma estremamente innovativo perché per la prima volta la grappa dal punto di vista organolettico è in grado di accostarsi in modo equilibrato ad altri ingredienti per la realizzazione di cocktail, conferendo gradevolezza al risultato finale. Con Gra’it, la grappa diventa protagonista nei cocktail, non come semplice e timido ingrediente aggiunto, ma come elemento caratterizzante nella personalità degli stessi, rimanendo, quindi, fedele alla grande tradizione di elevata ricchezza sensoriale che l’ha resa il distillato italiano per antonomasia”.

Gli Stati Uniti sono dunque una meta strategica per la Bonollo all’interno di ricavi esteri che rappresentano ormai il 30% del fatturato complessivo dell’azienda padovana. I ricavi, quest’anno, sono tornati a crescere dopo il calo fatto registrare nel 2015 che si erano fermati a 33 milioni di euro. Il 2016 dovrebbe concludersi a quota 35 milioni, tornando cioè sui livelli di 2013 e 2014. I dipendenti sono una settantina e l’azienda è guidata da Bruno Bonollo che raccoglie insieme le deleghe di presidente e amministratore delegato. Un’impresa pienamente e totalmente familiare, con le ultime generazioni, Antonio, Elvio, Filippo, Giorgio ed Emanuele Bonollo membri del Consiglio di amministrazione.

Il sito internet dell’azienda

Nuovi alambicchi discontinui

“La rivoluzione fatta con la creazione della Grappa Of Amarone Barrique – spiegano nel quartier generale della Bonollo  – si è ripetuta con questo prodotto esclusivo per il pubblico americano: già nel 1999 avevamo infatti rinnovato il settore definendo una nuova linea di gusto, con una grappa dalla spiccata ampiezza aromatica, in grado di affascinare e soddisfare le esigenze dei consumatori più moderni, conquistando anche molti tradizionalmente poco inclini al mondo della grappa”. “Da questo continuo lavoro di ricerca e volontà di innovare è nata anche Gra’it – dice Elvio Bonollo – che è il risultato di una sapiente combinazione di fattori: vinacce fresche provenienti dalle migliori uve italiane e particolarmente ricche di aromi, quattro generazioni di maestri distillatori che lavorando con passione e sapienza hanno creato in azienda un know how produttivo inimitabile, oggi integrato e supportato dalle migliori teconologie e la volontà di continuare a valorizzare ciò che la natura offre pensando sempre di poter creare qualcosa di nuovo e di migliore di quanto sino ad ora ottenuto”.

 

 

CENT SCATOLE 001

Of vintage sei setlle

Elvio Bonollo è anche presidente dell’Istituto nazionale della Grappa e sottolinea che per il settore “dopo anni di limitate, ma sistematiche contrazioni dei consumi –valori oscillanti tra il -3 ed il -5% negli ultimi 5 anni –  i primi mesi del 2016 hanno fatto registrare un’inversione di tendenza nelle bottiglie di grappe vendute sui mercati internazionali, con un incremento del 3% nella Ue e del 5% fuori”. Un segnale positivo, tanto atteso, a cui si è aggiunto un po’ di ottimismo anche sul versante nazionale visto il successo dall’edizione 2016  di Grapperie Aperte, l’evento annuale tenutosi recentemente ed organizzato dall’Istituto nazionale grappa per far scoprire, attraverso visite guidate in distilleria, il mondo e il lavoro che sta alla base di ogni goccia di grappa che condensa nell’alambicco. “Le ventotto distillerie dislocate in sette regioni che hanno aperto le porte hanno, infatti, mediamente riscontrato un rilevante aumento delle presenze di visitatori. Dal punto di vista delle tendenze – conclude Elvio Bonollo –  si sta riscontrando un progressivo passaggio verso un consumo sempre più qualitativo nel senso di consapevole: calano le quantità, ma acquista sempre più valore il profilo sensoriale della grappa, l’originalità della sua personalità che il consumatore vuole capire. Si sta consolidando negli ultimi anni un trend di crescita importante delle grappe invecchiate e quelle di riserva”.