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La profonda crisi non ferma la domanda di Made in Italy in Russia. FederlegnoArredo: “Resistere”

“La profonda crisi in Russia non ferma la domanda di Made in Italy. Stiamo operando per cercare di spingere le nostre aziende a continuare la loro presenza su questo mercato, perché abbandonarlo ora, significherebbe rischiare di perderlo per molti anni. E’ questo il primo impegno di FederlegnoArredo”. Andrea Cartei è il rappresentante dell’associazione di categoria a Mosca, e vive sulla sua pelle da quattro anni le difficoltà del grande Paese euroasiatico,  ma sa anche bene che è il momento di resistere per le imprese italiane del legno-arredo, con i loro prodotti ancora e forse sempre di più amati dai russi.

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La diminuzione del prezzo delle materie prime che porta meno denaro nelle casse statali, il rublo debole rispetto a euro e dollaro e le conseguenze dell’embargo dopo i fatti dell’Ucraina stanno rendendo più difficile il potere d’acquisto del ceto medio. Ma proprio per questa situazione economica è decisivo tentare la strada di ogni possibile opportunità di lavoro. “Cerchiamo in ogni modo di individuare e segnalare alle imprese italiane progetti e iniziative nei quali possano intervenire – aggiunge Cartei – perché, sia chiaro, nonostante le difficoltà, la Russia non è un Paese fermo”.

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E’ vero che i budget sono stati tagliati. Per i Mondiali di calcio del 2018, ad esempio, sono stati ridotti – e le conseguenze si sentono, eccome – con tagli generalizzati del 20 per cento. Quindi, meno investimenti e minori opportunità di lavoro (eccezion fatta per l’area della Crimea). E poi ci sono i problemi legati all’embargo, che ha frenato la disponibilità delle banche occidentali a concedere credito a quelle russe. “Ma i russi non demordono sul  Made in Italy – rileva Cartei – e se è vero che oggi dobbiamo puntare su una clientela più ricca, sul luxury, anche il ceto medio non rinuncia spesso ad avere un mobile italiano perché questo dà prestigio alle abitazioni”.

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In un mercato che sta cambiando è, dunque, giunta l’ora delle decisioni, ma sicuramente, per FederlegnoArredo, non è il tempo della resa, bensì quello del combattimento. I dati, del resto, incoraggiano: l’Italia è stata nel 2015 il secondo fornitore di arredamento dopo la Cina (vendite per 527 milioni, quota del 22% sul totale) e ciò è avvenuto proprio perché i rapporti commerciali tra Italia e Russia permangono solidi.

  • Comm. giuliana Bufarini |

    Io vorrei un’Italia più snella non più burocrazia meno tasse meno politici che ci governano più donne in politica e imprenditori che vanno al loro posto. Mettiamoci chi ci mette la faccia X capacità.

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