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Legno-arredo, i quattro fattori che spingono verso l’export in Cina

Piano per l’urbanizzazione nei prossimi 15-20 anni (con lo spostamento di 350 milioni di persone dalla campagna alle città) e sostegno al mercato immobiliare da parte delle autorità cinesi per favorire lo smaltimento del grande stock di invenduto di edilizia sia residenziale sia commerciale. E poi, conferma della crescita dei consumi privati e delle vendite di mobili. Sono i quattro fattori che spingeranno nei prossimi anni le imprese italiane del comparto legno-arredo a puntare le proprie strategie commerciali verso il colosso asiatico. E stiamo parlando della seconda economia mondiale in termini di Pil a prezzi correnti (10.983 miliardi di dollari) e la prima per Pil a parità di poter d’acquisto (19.392 miliardi di dollari). A segnalare l’esistenza di una congiuntura molto favorevole è FederlegnoArredo in un’analisi diffusa allo stand-mostra che l’associazione ha realizzato per il Meeting per l’amicizia tra i popoli in corso a Rimini. I quattro fattori offrono un humus particolarmente significativo per incrementare l’interessedella Cina  verso la produzione italiana di arredamenti.

Lo sviluppo dell’urbanizzazione

Nel 2014 il tasso di urbanizzazione in Cina – si legge nel Focus Cina del Centro studi FederlegnoArredo Eventi –  ha raggiunto il 54,7% della popolazione totale, pari a circa 750 milioni di persone su un totale attuale di circa 1,4 miliardi. Secondo l’Accademia cinese di Scienze sociali il tasso di urbanizzazione raggiungerà il 60% entro il 2018. Del resto le autorità governative cinesi, nel confermare la decisione di dare il via al proprio piano per l’urbanizzazione, hanno sottolineato che questa iniziativa permetterebbe di raggiungere un tasso di presenza nelle città pari al 70% della popolazione entro il 2030.

Sostegno allo smaltimento dello stock immobiliare

Alla conferenza annuale sull’economia (China Economic Work Conference) – aggiunge lo studio di FederlegnoArredo – il Governo ha annunciato che entro quest’anno ci saranno nuove misure a sostegno del mercato immobiliare volte alla riduzione dello stock di invenduto di edilizia sia residenziale sia commerciale e alla trasformazione dell’edilizia di mercato in case popolari.

Crescita dei consumi privati

I consumi privati mantengono in Cina una dinamica positiva. Le vendite al dettaglio sono salite del 10,4% a marzo 2016 rispetto allo stesso mese del 2015. Quelle online hanno continuato a crescere a tassi sostenuti: +27,8% a marzo 2016 su marzo 2015.

Vendita di mobili in crescita

La vendita di mobili al dettaglio ha registrato una crescita del 16,3% nel primo trimestre dell’anno rispetto a un anno prima. Si tratta della sintesi del +16,4% registrato nel bimestre gennaio-febbraio 2016 e del +15,9% di marzo scorso.

I flussi commerciali

L‘Italia è il primo fornitore di mobili in Cina, dato che rappresenta il 15,4% sul totale dell’import del Paese del Dragone. Al secondo posto c’è la Germania.

L’export del macrosistema arredamento (in sigla Msa) verso la Cina è cresciuto costantemente dal 2007 in poi (331 milioni di euro nel 2015, erano 68 nel 2007), con un incremento del 384% in questo arco di tempo. L’anno scorso le esportazioni di prodotti del legno-arredo sono aumentate del 27,5% rispetto al 2014. Tra l’anno scorso e il 2014 il maggiore interesse cinese verso i nostri prodotti ha riguardato i professionali e commerciali (+253%), le camere da letto (+78%), l’area living (+58%) e gli imbottiti (divani, poltrone eccetera, +40%). Buoni risultati anche per l’arredobagno (+26%), ma crescita più lenta per prodotti per l’ufficio (+9%), sedie (+8%) e complementi (+2%). Dal punto di vista delle quote dei comparti, il legno-arredo vede in testa la categoria degli “altri mobili”, comprendente mobili di legno non compresi nelle altre categorie di altri materiali come plastica, bambù, vimini o rattan) che rappresentano il 20% del totale dell’export (67 milioni). Seguono poi le parti mobili (16% del totale, 52 milioni di euro), gli imbottiti (dove l’Italia è il primo fornitore), che pesano per il 15% del totale, e poi l’area living (31 milioni di euro, il 9% del totale.

Agli investimenti del settore legno-arredo italiano in Cina è dedicato l’incontro che si terrà domani al Meeting (L’Italia… è mobile) con la partecipazione di Francesco Boggio Ferraris, direttore della Scuola di formazione perrmanente della Fondazione Italia Cina, di Ettore Francesco Sequi, Ambasciatore d’Italia a Pechino, e di Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo (dalle 11,15 in Sala Neri Conai).

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