Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
dav

Scommessa Iran per l’export del legno-arredo: 2016 positivo, a ottobre incoming iraniano in Italia

L’Iran è oggi una delle mete più promettenti per l’export del settore legno-arredo italiano. Basti pensare alla prevista apertura di oltre 400 cantieri in tutto il Paese per la costruzione di hotel a 4 e 5 stelle. Lo sostiene FederlegnoArredo che nel suo stand-mostra al Meeting per l’amicizia tra i popoli (padiglione C1), in corso a Rimini, ha dedicato proprio all’Iran uno dei suoi quattro focus-Paese (oltre a Russia, Usa e Cina). E non a caso se n’è parlato proprio ieri in apertura dello stand in un incontro con Alberto Negri, inviato del Sole 24 Ore, chiamato a raccontare quanto sta avvenendo nel mondo, e nel corso del quale un imprenditore, Marco Predari, ha raccontato le iniziative della sua azienda, la milanese Universal Selecta (si veda il blog pubblicato ieri) per intraprendere partnership con operatori iraniani nell’ambito dell’arredo per uffici.

FederlegnoArredo ha svolto già cinque missioni in Iran negli ultimi anni, di cui due nel 2016, mentre a ottobre si svolgerà un incoming italiano di imprenditori iraniani che visiteranno aziende del comparto. Si tratta di semine, incoraggiate, come ha recentemente sottolineato il presidente di FederlegnoArredo, Roberto Snaidero, da evidenti aperture del governo. La mostra riminese cita dati di vendite, per quanto ancora minime, molto significative: nel 2015 il valore dell’export legno arredo è stato di 17 milioni di dollari, a fronte di 7,7 milioni nel 2014, e già nel primo trimestre 2016 è stato fatto registrare un incremento del 69 per cento. L’Italia, in questo modo, è il terzo Paese fornitore dopo Cina e Turchia.  Nel 2015 l’export italiano verso l’Iran era cresciuto del 48,5 per cento sull’anno precedente. Numeri che confermano un sentiment espresso in questi termini nel focus della mostra: l’Iran “è sempre più proiettato ad assumere un ruolo di primo piano tra le economie del Medio Oriente grazie all’elezione del presidente Rouhani nel 2013 e alla graduale rimozione delle sanzioni quali ostacolo delle relazioni commerciali con i Paesi Occidentali”.

Ci sono molti elementi che fanno sperare per sviluppi commerciali interessanti, come sottolineano in FederlegnoArredo, tra quanti seguono in presa diretta la partita-Iran: “l’apertura delle relazioni commerciali con l’Occidente, una popolazione numerosa e giovane, una classe media sviluppata culturalmente e professionalmente in Europa”. Non mancano i problemi, in questa fase di “semina”, come la necessità di una soluzione di questioni legate alle garanzie sui pagamenti e al peso dei dazi. Ma FederlegnoArredo è fiduciosa: l’Iran può davvero essere un bene, per parafrasare il tema del Meeting di quest’anno, per le aziende italiane del comparto.