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Arabo e cinese, con l’inglese, le “nuove” lingue dell’export del settore arredo nel 2015

Ha parlato arabo e cinese il nuovo export delle imprese dell’arredamento italiano nel 2015, ma ha utilizzato anche molto volentieri l’inglese e l’americano, oltre che lo spagnolo. L’anno scorso, infatti, (dati da gennaio a novembre, i più recenti a disposizione), il podio della classifica in termini di crescita percentuale rispetto al 2014 è andato a Emirati Arabi Uniti (+39,8%, al primo posto), ad Arabia Saudita (+33,4%, seconda) e a Cina (+26,1%, terzo piazzamento). Con questi risultati i tre Paesi si sono piazzati tra i primi dieci (Emirati ottavo posto, Cina nono, Arabia Saudita decimo) nella graduatoria delle destinazioni delle esportazioni del macrosistema Arredamento (mobili e cucine, illuminazione e ufficio, esclusi i produttori della materia prima per l’arredo). Nel complesso delle vendite all’estero (nel periodo esaminato da FederlegnoArredo su dati Istat del 2015, ha sfiorato gli 8,8 miliardi), i due Paesi arabi e la Cina, in termini assoluti, hanno rappresentato circa il 10% del fatturato.

Usa, Regno Unito e Spagna sono state le altre destinazioni che hanno fatto registrare incrementi percentuali più significativi. Stati Uniti innanzitutto, con una crescita del 23% rispetto allo stesso periodo 2014, piazzandosi al quarto posto nella classifica dei primi dieci Paesi nell’export italiano dell’arredamento. A seguire, il Regno Unito che, con il suo +15,5%, è salito al terzo posto delle mète preferite dagli imprenditori italiani del macrosistema. La Spagna, infine, cresciuta del 15,4%, si è portata al settimo posto.

La solidità e la tradizione dell’export del made in Italy dell’arredamento ha, però, continuato a parlare francese e tedesco: Francia (fatturato a 1,6 miliardi, primo posto nella classifica generale) e Germania (1,2 miliardi, secondo posto), insieme, rappresentano attualmente un terzo del fatturato totale all’estero delle imprese italiane del comparto.

Tra gennaio e novembre del 2015 e tra le prime dieci destinazioni delle esportazioni dell’arredamento italiano solo la Russia ha fatto segnare flessioni, ma il dato, – 26,6%, era scontato, viste le penalizzazioni subite dopo le vicende di Crimea e Ucraina. “Le imprese italiane del settore – commenta Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo, l’associazione che raggruppa circa tremila imprese – esportano da almeno 30-40 anni e oggi, evidentemente, i risultati si vedono”. Snaidero ha appena disfatto le valigie di un’intensa tre giorni in Cina finalizzata a presentare la prima edizione del Salone del Mobile nel Paese del Dragone – che si terrà dal 19 al 21 novembre prossimi a Shanghai – e per sottoscrivere accordi con operatori locali allo scopo di sostenere il già significativo canale di export delle imprese italiane: “Siamo il primo Paese esportatore del comparto verso la Cina per un mercato medio-alto– sottolinea – . Del resto, il Salone del Mobile l’anno scorso ha visto la partecipazione di oltre 25mila cinesi. In una battuta, potremmo dire che i cinesi, i nuovi ricchi, non vogliono le copie, ma gli originali del made in Italy”.

In Cina, a Chengdu, al termine di un tour di Fla Eventi anche a Shanghai e Dongguan, lo scorso 27 febbraio, ha sottoscritto un Memorandum of understanding con il Sichuan bureau of Expo affairs, con l’obiettivo di consolidare le relazioni fra le due istituzioni e sviluppare opportunità di affari tra il legno arredo italiano e la regione di Chengdu. Snaidero, ha firmato l’accordo insieme al Direttore Generale del Sichuan bureau of Expo affairs, Zheng Li. “Questo viaggio si è dimostrato molto positivo – ha affermato Giovanni De Ponti, Ceo di FederlegnoArredo Eventi – Abbiamo individuato grandi vantaggi per le aziende italiane e gli operatori cinesi; stiamo stringendo buone relazioni con i principali esponenti dell’industria cinese e con un’importante rete di interior designers e architetti; è una grande opportunità per incrementare negli operatori professionali cinesi la consapevolezza del grande evento che avverrà a novembre a Shanghai”. A Shanghai, David Zhong, presidente di VNU Exhibitions Asia, ha detto: “Siamo ormai pronti ad accogliere il Salone del Mobile in Cina e a offrire una solida e duratura piattaforma tra Cina e Italia che consenta alla aziende italiane di intercettare le sempre maggiori opportunità di business di questo mercato”. Una missione imprenditoriale nel Sud della Cina è prevista dal 7 al 9 marzo per iniziativa di Ice e FederlegnoArredo.

Cina, certo, ma non solo. Gli Usa, ad esempio, sono tra gli obiettivi principali dell’associazione di Foro Bonaparte a Milano. E non solo New York, come sottolinea Snaidero, ma anche altri Stati della federazione, come il Texas o l’Arizona (lo scorso ottobre si è svolto un B2B a Phoenix) . C’è poi l’Iran, nei Paesi target, dove dal 21 al 23 febbraio FederlegnoArredo ha svolto una sua missione imprenditoriale portando una sessantina di aziende: “Si vede che è un Paese che si è aperto – ha aggiunto Snaidero – è già previsto un B2B a Teheran dal 17 al 19 luglio”. E il presidente dell’associazione e del Salone del Mobile non smette di sognare: “Innanzitutto recuperare il terreno perso con la Russia e poi, chissà – spiega – mi piacerebbe puntare la nostra nave verso l’Australia”.

Il Sito di FederlegnoArredo

 

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