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Ponti, l'acetaia di Vignola

Ponti: aceto balsamico con certificato Kosher, per il gusto (e per il rispetto) degli ebrei

Per proporre un prodotto globale in grado di andare su tutti i potenziali mercati internazionali, Ponti sta lavorando a un aceto balsamico con certificazione Kosher, che risponda alle normative ebraiche in termini di materie prime e metodo produttivo. “Le ricerche e le statistiche confermano – spiega – che con la certificazione Kosher i clienti si sentono tranquilli, perché i prodotti vengono controllati e soddisfano alti standard di qualità”.

In Italia, tra i marchi dotati di certificazione Kosher ci sono nomi celebri, come si esume da questo elenco, comunque parziale: Barilla, Olio Sasso, Ferrarelle , Nutella, Ferrero, Kellogs, De Cecco, Ketchup Heinz, Scotti, Loacker, Cirio, Heineken, Olio Monini, Rio mare, Nestlé, Longobardi, Algida, Mutti, L’Angelica, Buitoni, Dietorelle, Mulino Bianco, Pavesi, Rigoni d’Asiago, Perugina, Amaretti di Saronno, Bertolli, Carapelli, Lazzaroni, Lavazza, Kimbo, Santa Rosa. A questi  si aggiungerà Ponti.

Oggi Ponti, con un fatturato intorno ai 120 milioni di euro, conta sul lavoro di quasi 200 dipendenti. Al timone dell’azienda la quarta e quinta generazione (Giacomo Ponti) di una delle imprese familiari che hanno fatto la storia dell’imprenditoria italiana.

L’azienda, nata nel 1867 a Sizzano, in provincia di Novara, è specializzata nei segmenti dell’aceto di vino classico e dell’aceto balsamico di Modena. Con una capacità giornaliera di imbottigliamento di 450mila bottiglie su una superficie di 150mila mq è al vertice della produzione europea di aceto. Oggi sono attivi sei stabilimenti tutti in Italia: la storica sede di Ghemme (Novara) con acetificio e impianto conserve, l’acetificio di Dosson di Casier (Treviso), l’acetificio di Anagni (Frosinone), l’acetaia di Vignola (Modena) e l’impianto prodotti biologici di Paesana (Cuneo).

L’export occupa una quota importante dei ricavi. Negli ultimi anni la Divisione export dell’azienda ha dato un notevole impulso alle attività che oggi valgono circa il 22% del fatturato; sono oltre 70 i Paesi di esportazione, che coprono l’Europa e coinvolgono il Far East e l’Australia. La missione di conversione del gusto ad opera di Ponti ha varcato anche i confini degli Emirati Arabi dove storicamente non esiste una cultura del gusto dell’aceto. Zone come Abu Dhabi e Dubai, aree in grandissima espansione e crescita economica, si stanno aprendo alla cultura gastronomica italiana.

Grazie alla diffusione di ristoranti italiani e di catene della distribuzione anche in questi luoghi si sta diffondendo il piacere della cucina italiana e questo negli ultimi anni ha facilitato l’ingresso di prodotti anche come l’aceto distanti dalle tradizioni locali. Oltre agli Emirati Arabi, Ponti ha aperto nuove aree export in Armenia e Isreale.

  • Harriet Fischgrund |

    Is Ponti Aceto Balsamico Do Modena kosher in this year 2019/2020?

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