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Cantina Roccafiore, il vino biologico che conquista i consumatori stranieri: cinesi, americani, nordeuropei – foto e video –

“Il consumatore straniero è molto attento alla qualità, alla scelta di vini biologici, prodotti in aziende che rispettino l’ambiente. Questa è una scommessa su cui abbiamo investito fin dal primo giorno”. Convinzione che Luca Baccarelli (nella foto al fondo dell'articolo), alla guida, con la sorella Ilaria, della Cantina Roccafiore, a Todi  – fondata dal padre, Leonardo, negli anni 90 –  spiega, con la forza dei numeri, portando l’esempio del mercato asiatico: “Nei primi tre mesi del 2014 l’azienda ha già venduto 9mila bottiglie in Asia, superando le vendite dell’anno precedente (7mila in tutto il 2013). In Asia esportiamo in Paesi come Cina, Giappone e Taiwan. Attualmente cresce soprattutto la Cina, dove il consumatore sceglie per l’80% rossi e per il 20% bianchi”. Risultati che, confrontati con le dimensioni dell’azienda (tre dipendenti fissi che arrivano a un massimo di 18 con gli stagionali e una produzione che nasce da vigneti in 12 ettari di terreno situati in collina), sono particolarmente significativi.

Gli incrementi nelle vendite all’estero riguardano anche altre importanti aree del mondo, come il mercato degli Stati Uniti (+10% nel 2013) e quello europeo: “Nel vecchio continente siamo presenti in particolare al Nord – aggiunge Baccarelli –  in Svizzera, Belgio, Danimarca, Finlandia, Norvegia e Inghilterra”. Roccafiore esporta il 50% delle sue bottiglie, anche in Paesi come Australia e Israele. L’azienda (che nel corso del 2013 ha venduto 90mila bottiglie, il 15% in più rispetto al 2012, con un fatturato complessivo a 400mila euro, contro i 340 del 2012 e i 320 del 2011)  ha scelto di produrre esclusivamente vini biologici: “Chi stappa una nostra bottiglia – spiega il trentenne imprenditore – ha la percezione di un prodotto che nasce tutelando l’ecosistema che lo circonda. Abbiamo perciò puntato sulle energie rinnovabili in azienda, sul recupero delle vinacce esauste da utilizzare come concime in vigneto, sull’utilizzo di bottiglie alleggerite e sull’adozione di biocarburanti per i mezzi agricoli e sulla riduzione dei consumi idrici”. Se è il vino biologico, di per sé, secondo la Cantina Roccafiore,per attirare la clientela estera, centrale è anche il ruolo delle strategie aziendali: “A 21 anni sono entrato in Roccafiore – ricorda Baccarelli – con la prima vinificazione. Ho approfondito le mie conoscenze studiando il panorama vinicolo a livello internazionale, un passo che ritengo decisivo per essere competitivi nel mercato globale”. Ma, aggiunge, “un contributo fondamentale è stato dato da Valentina Davide, nostra consulente per i mercati esteri, con cui lavoriamo da tre anni, professionista di grande esperienza che ha permesso all’azienda di crescere in modo razionale, scegliendo i Paesi più strategici”. Le persone, dunque, al centro dello sviluppo di un’azienda come Roccafiore. Come dimostra l’inizio della sua attività vitivinicola.

“Tutto nasce da una folgorazione” – spiegano in azienda – . Leonardo Baccarelli, insediatosi nelle colline di Todi per recuperare il contatto con la campagna e avviata un’attività agrituristica, durante un viaggio a Merano, acquistando delle bottiglie di Moscato Rosa, capisce che il vino deve diventare parte integrante del progetto Roccafiore. In un incontro quasi casuale il fondatore dell’azienda conosce Hartmann Donà, già enologo della cantina di Terlano. Tra i due nasce subito una sintonia che sfocia nella decisione di puntare sui vini autoctoni della zona (dal Grechetto di Todi al Trebbiano Spoletino, dal Sangiovese al Sagrantino e al Montepulciano) dove Baccarelli ha avviato la sua attività. Al Vinitaly 2014 la Cantina presenta un nuovo vino, il Rosato Roccafiore, che completa un’ampia gamma di prodotti. E propone anche una verticale del suo Rosso Roccafiore Todi Sangiovese Doc Superiore (annata 2007, 2008, 2009, 2010, 2011). “Siamo in continua evoluzione – conclude Luca Baccarelli – il nostro obiettivo è migliorare sempre, per offrire al consumatore un vino pensato e realizzato in modo responsabile. Credo che oggi il vino debba avere un approccio moderno, che unisca il rispetto della vocazione del territorio all’ascolto delle esigenze del mercato. Fare vini semplici è la cosa più difficile. Questo impegno ci sta ripagando e oggi siamo presenti nelel carte dei vini di alcuni dei migliori ristoranti d’Italia e del mondo”.

I Todi Doc sono una parte importante dell’offerta aziendale che è arricchita da proposte turistiche in una riserva bionaturale nel cuore dell’Umbria con un resort circondato da 90 ettari di giardini, vigneti, ulivi, con piscina, ristorante, Spa e centro benessere.

 Il sito di Cantina Roccafiore

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Il video

 

LUCA BACCARELLI