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Distillerie Bonollo, la grappa che cerca “appassionati” oltre i confini europei – foto –

Se c'e' un prodotto inconfondibilmente made in Italy questo e' la grappa. Ma perche' possa conquistare i mercati esteri ha bisogno di essere "spiegato e capito". A dirlo e' Elvio Bonollo (nella foto al fondo dell'articolo), presidente dell'Istituto nazionale Grappa, ma, soprattutto, responsabile relazioni esterne e marketing di una delle storiche imprese produttrici di questo spirit italiano, la padovana Distillerie Bonollo.

L'azienda e' gia' internazionalizzata, circa il 30% del suo fatturato deriva dai mercati esteri, ma ora punta piu' in alto. La quota attuale di export e' il risultato dello sviluppo di un lavoro maturato in una quindicina d'anni, in particolare nel canale premium, parallelamente alla diffusione in altre aree d'Italia, anche nel Centro e nel Sud. "L’export sarà notevolmente sviluppato nei prossimi anni, in primis verso l’Europa – dice Elvio Bonollo – ma  esistono, tuttavia, nicchie di mercato molto interessanti, con possibilita' di sviluppo, fuori dai confini della Ue, in cui in parte siamo gia' presenti: negli Usa, in Canada, in Sud America, in Russia, anche in Giappone (ma qui solo con determinate tipologie di grappa). Ci siamo focalizzati li', dove riteniamo di poter avere ulteriori risultati. Siamo consapevoli che occorreranno tanti investimenti e, soprattutto, tanta educazione della clientela perche' possa apprezzare la nostra grappa. In alcuni mercati la presenza di emigrati italiani può aiutarci, ma sicuramente c’è molto da fare per poter conquistare nicchie di mercato qualitativamente importanti. Dobbiamo ricordare che la grappa non è un prodotto di massa: il punto cruciale è trovare distributori commerciali che, prima di tutto, si appassionino. La grappa e' uno spirit particolare, che deve essere conosciuto per essere apprezzato; deve essere 'spiegato' rivolgendosi a coloro i quali vogliono conoscerlo e capire o, almeno intuire, il mondo di peculiarità che lo distinguono e valorizzano rispetto a tutte le altre acquaviti".

"Non e' un caso – aggiunge Bonollo – che attualmente l'export del settore grappa si concentri soprattutto nei Paesi di cultura tedesca dove c'e' familiarita' coi prodotti distillati (di frutta). La nostra Grappa Of trova interesse anche nell'Europa del Nord ma quei mercati ne penalizzano molto i consumi a causa dall’elevata tassazione. Questo e' il nocciolo della questione. Si tratta di sorseggiare delle gocce di tradizione e di esperienza del nostro Paese". La Bonollo di Padova è un’azienda familiare che ha 105 anni di storia, alla cui guida c’è oggi la terza e la quarta generazione: Bruno Bonollo, che e' presidente, Dario e Antonio amministratori senior e poi i figli e nipoti Luigi, Elvio, Filippo, Giorgio ed Emanuele anch’essi nel cda con deleghe specifiche nell’ambito dell’azienda.

"Siamo un’azienda di persone che ha la grappa nel suo Dna (qualcuno, scherzando, dice che abbiamo la grappa nel sangue) – sottolinea Elvio Bonollo -: l’entusiasmo non ci manca. Stiamo portando avanti questa impresa con l'obiettivo di migliorarci sempre, nel tempo e con non pochi sacrifici. Il passo piu' importante, dal punto di vista qualitativo, e' stata la realizzazione del nostro sistema unico di produzione, un metodo esclusivo che asseconda il gusto moderno, con la finezza, la morbidezza e la gentilezza che mancava nelle grappe d’un tempo di cui però Bonollo riesce a conservare e a valorizzare la vivacità del carattere in termini di ampiezza e ricchezza. La Collezione Grappa Of, fiore all’occhiello della nostra azienda, nasce proprio con un’ottica internazionale: la Grappa Of Amarone Barrique Bonollo, invecchiata in barrique di rovere, è stata creata con l’obiettivo proporre un’esperienza sensoriale inimitabile in grado di divenire un’alternativa tutta italiana ai grandi cognac, armagnac e whisky".

Le Distillerie Bonollo Umberto danno lavoro a una sessantina di persone e hanno due stabilimenti nel Padovano: a Mestrino per la produzione liquoristica e l'imbottigliamento e a Conselve dove ci sono le distillerie. Il 2013 si chiude in crescita rispetto ai due ultimi anni: fatturato a 35 milioni contro i 30 dell'anno scorso e i 28 del 2011.

La famiglia Bonollo di Padova ha fatto la storia della grappa. Le prime testimonianze dell'attivita' professionale di distillatori risalgono al 1908. E' in quell'anno che Giuseppe Bonollo parte con gli allora innovativi alambicchi a vapore. La prima svolta arriva nel 1951 quando il figlio di Giuseppe, Umberto, decide di continuare l'attivita' del padre per conto proprio e con i suoi figli, Bruno, Dario e Antonio, e stabilendo la sede dell'azienda nel Padovano, zona geografica con una profonda tradizione nella produzione di grappa e, nel medesimo tempo, bacino particolarmente ricco di materia prima di alto livello qualitativo. Successivamente le Distillerie Bonollo ampliano il proprio raggio d'azione acquisendo realta' locali del settore come Modin e Dalla Vecchia.

Ma e' negli anni 90 che matura la svolta che reindirizza l'attivita' fino ai giorni nostri:  dopo un'attenta osservazione delle tendenze di mercato e dell'evoluzione del gusto dei consumatori, la famiglia Bonollo decide di dedicarsi alla creazione di una grappa gentile e caratterizzata da ampiezza aromatica. L'azienda dedica a questo obiettivo importanti investimenti in ricerca e sviluppo. Ottimizza la raccolta delle vinacce, controlla il processo di fermentazione, perfeziona la seconda distillazione. Nello stabilimento di Conselve realizza il suo sistema unico di produzione. Da questi sforzi nasce un prodotto innovativo come la Grappa of Amarone Barrique, imbottigliata per la prima volta nel 1999 quando le grappe invecchiate in barrique non esistevano ancora.

 Il sito di Bonollo

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Elvio Bonollo