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Step (engineering e design auto), nel mondo accanto a Fiat: a fine anno in Turchia – foto –

E' come se per dieci anni, dal 1992, anno di fondazione, al 2002, la Step di Villastellone (Torino), specializzata in engineering e design di componentistica auto (ma oggi non solo), avesse avuto bisogno del tempo necessario a stabilizzarsi e strutturarsi. E solo dopo, nel decennio successivo, avesse potuto pensare a internazionalizzarsi. Si dira' che e' naturale che le cose vadano cosi' in un'azienda che parte dal nulla, ma la particolarita' della storia di Step e' che le due fasi sono quasi del tutto ben definite nell'arco dei due decenni (il secondo dal 2002 al 2012), persino nella specificita' delle lavorazioni: prima su componenti singoli, poi su macrosistemi e sul veicolo nella sua completezza. Oggi Step fornisce ingegnerizzazione e design anche "chiavi in mano". Ma questa e' storia del terzo decennio che si e' ormai aperto quest'anno.

Il processo di internazionalizzazione dell'azienda – che ha dato vita, a mano a mano, a un gruppo di aziende, tra societa' di proprieta' (quattro) e formule di agreement (12 contratti di vera e propria collaborazione) in aggiunta alla capogruppo – e' andato di pari passo al legame con i poli di ingegneria di Fiat, il principale cliente di Step. E' questa la spiegazione della novita' che il gruppo sta per annunciare per la fine d'anno: la nascita di Step Turkey, controllata da Villastellone, spiegano il presidente, Pierantonio Roletto e il sales manager, Fabrizio Bergui. L'estero, per Step, ha significato quest'anno anche l'agreement con un'azienda indiana. Affonda le radici nella necessita' di stare a contatto con il polo di ingegneria Fiat anche la presenza in Brasile (a Contagem, dal 2009, un insediamento raggiunto con il sostegno del Centro estero per l'internazionalizzazione, Ceip) . Ma lo stesso si deve dire per insediamenti importanti come quello di Pomigliano (Napoli). A Bratislava, in Slovacchia, l'azienda e' presente dal 2011 ma nell'ottica di ottimizzazione delle proprie performance.

Questa dinamicita' sta permettendo a Step di attraversare sostanzialmente indenne l'attuale situazione di crisi: il 2012 ha chiuso con un fatturato, comprese le controllate, intorno ai 28 milioni (decisamente meglio dei circa 23 del 2011 e dei 13 del 2010), ma quest'anno il gruppo potrebbe far registrare, ammette il presidente, un calo del 15 per cento circa. Una sincerita', che fa capire quanto sia dura la battaglia che Step sta ingaggiando nella crisi dell'automotive, senza per questo, fermarsi nei piani di investimento, come quello in Turchia. "La nostra forza – sottolinea il presidente Roletto – e' stata l'aver capito una decina di anni prima di altri l'importanza di fare network". Step, non a caso, sta anche lavorando con l'Unione industriale di Torino per concretizzare un contratto di rete: "Una collaborazione condivisa con i nostri partner che vedra' Step come azienda capocommessa". Sforzi e iniziative che sono un impegno anche verso i dipendenti e i collaboratori esterni, che a oggi, ammontano a oltre cinquecento unita'. Step deve la sua attivita' per il 60 per cento ai rapporti con Fiat ma gia' il restante 40 e' dedicato ad altri clienti. E i settori serviti spaziano dall'automotive al ferroviario, dall'aerospaziale al nautico.

 

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