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Damiani risplende in Asia centrale, Medio Oriente, Cina e Far East – foto –

Il 14 ottobre scorso Damiani, leader in Italia nella manifattura e nella vendita di alta gioielleria ha annunciato l'apertura della prima boutique nel Kyrgyzstan, una delle ex repubbliche sovietiche, in Asia centrale. Paese il cui nome non dice molto ai piu', eppure le informazioni diffuse dalla storica azienda di Valenza, in Piemonte (il prossimo anno festeggera' i 90 anni dalla nascita, fondata nel 1924 da Enrico Grassi Damiani) dicono che si tratta di un'area "in cui stanno crescendo i consumi di beni di lusso".

13 settembre: Damiani rende noto di aver aperto una seconda boutique in Kuwait. Dieci giorni prima arriva la notizia di un punto vendita a Shenyang, la citta' piu' importante e popolosa del Nord-Est della Cina. Spiega l'azienda: "Damiani sta proseguendo nella politica di espansione nella Greater China e quello di Shenyang rappresenta il dodicesimo negozio. Sono previste altre aperture in Cina nei prossimi mesi". Non a caso la scorsa primavera l'azienda, a maggio, aveva aperto la prima boutique a Pechino. A quella data era il nono negozio Damiani nella Greater China e, in una nota, si spiegava che il gruppo sarebbe arrivato "nei prossimi mesi" a 12 punti vendita nell'area. A Pechino Damiani, ad aprile, aveva portato una sua testimonial d'eccezione, Sophia Loren, per presentare la nuova collezione a lei dedicata. Per finire, il 2013 si era aperto con l'annuncio (a febbraio) di un nuovo punto vendita al Peninsula di Shanghai, meta di turismo di alto livello e anche luogo di incontro della "upper class" di Shanghay.

Due anni fa Guido Damiani, presidente e ad dell'azienda (nella foto al fondo dell'articolo) aveva ispirato il titolo di una pubblicazione del Sole-24 Ore dedicata alla capacita' reattiva alla crisi delle imprese piemontesi: "Ma noi abbiamo continuato a fare". E, oggi come allora, quella frase pronunciata da Guido Damiani si attaglia perfettamente al dinamismo che l'impresa valenzana ha dimostrato anche quest'anno, soprattutto sui mercati esteri. "Guardiamo molto a Oriente – conferma il presidente – l'Italia e l'Europa sono in difficolta', gli Usa vanno meglio ma il made in Italy nella gioielleria sta trovando il favore e l'attenzione soprattutto in Oriente, anche in mercati non nuovi, come il Giappone". E' difficile il mercato del Sud America, specie in Brasile con i suoi super-dazi (fino all'80 per cento) e dunque si spiegano da qui le convinte strategie di Damiani verso i nuovi mercati del Medio Oriente, dell'Asia centrale, della Cina e del Far East.

La battaglia di Damiani in Italia e nel mondo non appare affatto facile, ma la terza generazione alla guida della societa' (Giorgio, Silvia e Guido, figli di Damiano Grassi Damiani e la moglie Gabriella, attuale presidente onorario) la stanno combattendo senza sosta. E con buoni risultati. Quotata alla Borsa di Milano, segmento Star, Damiani ha chiuso il bilancio al 31 marzo scorso con un fatturato a 138 milioni: "Nei primi mesi di quest'anno – sottolinea Guido Damiani – abbiamo registrato un incremento non solo all'estero, ma anche in Italia". l ricavi dell'azienda orafa di Valenza si dividono attualmente, tra Italia e resto nel mondo, con un due terzi proveniente dal mercato domestico e un terzo dall'estero.

Damiani ha come strategia di presenza le boutique in forma diretta e in franchising. Dodici a oggi i negozi in Italia e 26 quelli all'estero condotti direttamente dall'azienda mentre 19, tutti fuori Italia, sono i punti vendita affidati al franchising. Ma se a questi numeri si aggiungono le 14 boutique della catena di gioielleria e orologeria di alta gamma col marchio Rocca, Damiani porta a 71 la somma di negozi operativi tra Italia e mondo. Il presidente sottolinea che l'obiettivo dell'azienda e' di incrementare i punti vendita di una decina l'anno per i prossimi tre anni (prevalentemente all'estero), e su questa cifra dovrebbe chiudersi il 2013. In Italia Damiani potrebbe prevedere aperture presso gli scali aerei e non esclude acquisizioni di punti vendita di aziende in difficolta' finanziaria o per problemi di passaggio generazionale.

 


ll gruppo Damiani (che vanta nel suo portafoglio anche brand come Salvini, Alfieri e St. John, Bliss e Calderoni, oltre a Rocca) e vede impegnate circa 600 persone, ha ricevuto nel tempo prestigiosi riconoscimenti italiani ed internazionali e detiene il record, tuttora ineguagliato, di 18 Diamonds International Awards, gli "Oscar Mondiali della Gioielleria", vinti. Il primo Diamonds International Award riconosciuto a una creazione Damiani risale al 1976, anno in cui è stato premiato il design del gioiello Damiani "Squalo": un bracciale in platino e oro giallo interamente illuminato da un pavè di diamanti bianchi e jonquille, disegnato da Gabriella Damiani.

Intanto, a Roma, il 2 ottobre scorso, la Fondazione Italia Usa ha conferito a Guido Damiani il premio "America 2013". Il riconoscimento viene assegnato alle personalità che si sono distinte nel favorire e rinsaldare i rapporti tra il nostro Paese e gli Stati Uniti. E Damiani è presente sul mercato americano fin dagli anni 60 ed e' molto legata agli Stati Uniti anche per il fatto che i gioielli Damiani sono stati spesso la prima scelta di numerose star di Hollywood, tra cui Sharon Stone, Jennifer Aniston, Gwyneth Paltrow e Tilda Swinton.

 

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Guido Damiani