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Cersaie, la Cina e’ vicina con la Cooperativa ceramica d’Imola – foto –

Da 100 anni produce piastrelle in ceramica, e' attiva da quasi 140 (fondata da Giuseppe Bucci), e' stata tra le prime aziende italiane (se non la prima) del settore a operare in Cina – un'avventura che prosegue oggi con convinzione – esporta intorno al 78 per cento del suo prodotto e ora punta al mercato del Brasile – difficilissimo, protetto, con dazi “da paura”. Si tratta della Cooperativa ceramica d'Imola con head quarter nel centro emiliano e 5 stabilimenti produttivi nell’arco di 15 chilometri tra Imolese e Faentino.

 Con una fatturato che si aggira sui 250 milioni, e' tra i big dell'industria ceramica, forte di marchi storici come Ceramica d'Imola, La Faenza e il piu' recente Leonardo. Un'azienda con circa 1.700 dipendenti che sta pagando dazio alla crisi sul piano dell’occupazione: ha terminato quattro anni di contratti di solidarietà (tra le prime aziende ad aver applicato questa forma di ammortizzatore), ha fatto ricorso a cassa integrazione ordinaria e in deroga e sta affrontando un percorso incentivante di mobilità volontarie per 200 persone. Qui si capisce bene che la crisi non e' un modo di dire: la coop "sta viaggiando su volumi produttivi ridotti, ma ormai con una certa stabilita'" e, tuttavia, nelle parole e nelle intenzioni del presidente, Stefano Bolognesi (nella foto al fondo dell'articolo), non c'e' alcun segno di resa mentre mostra l'elegante quartier generale dove sono state ridistribuite le funzioni dirigenziali (il palazzo e' stato realizzato architettonicamente in modo da unire innovazione e ricordo del passato), e poi il museo, il laboratorio che tiene in vita le lavorazioni antiche della cooperativa, lo show room-negozio, l'area espositiva delle principali novita' nei rivestimenti e che funge anche da galleria artistica.

 Bolognesi guida una realta' cooperativa in lotta contro le difficoltà dei tempi, con i suoi circa 160 soci, con una copertura di tutta la gamma di offerta merceologica oggi possibile e che fa dell'export un elemento di forza (e di lotta alla crisi del mercato italiano) imprescindibile. Sul 78 per cento di fatturato realizzato sui mercati esteri circa il 35 per cento proviene da fuori Europa, tra cui la Cina. "Certo – spiega Bolognesi – il colosso asiatico rappresenta una quote piccola sui nostri volumi, ma siamo in Cina dal 1999, dando e ricevendo fiducia. Siamo presenti con joint venture locali che negli anni si sono consolidate. Va detto che quello e' un mercato non contendibile per l'Italia, e' molto difficile, e' assolutamente presidiato dai produttori locali, la Cina e' il maggiore produttore mondiale di ceramica. Con le jv siamo presenti in modo capillare, sull'offerta per il residenziale di fascia alta con oltre cento show-room non solo in centri come Pechino e Shangay, ma anche nel resto dell'Est del Paese. Siamo indiscutibilmente al vertice del made in Italy ceramico in Cina". Fuori dall'Europa (che rappresenta circa il 44 per cento del fatturato della cooperativa) l'azienda e' particolarmente presente in Canada e Stati Uniti e poi in Sud Africa, nel Sud-Est asiatico e nell'area del Golfo.

 

Il sito di Cooperativa ceramica d'Imola

 La photogallery

BOLOGNESI STEFANO (15)