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Panaria al Cersaie: in India e Brasile i passi di un gruppo ormai globalizzato ma sempre più emiliano – foto –

Panaria, il gruppo emiliano specializzato nei rivestimenti ceramici coi marchi Panaria, Lea, Cotto d'Este e Fiordo – presente da oggi al Cersaie di Bologna – ha imboccato sempre di piu' la via della globalizzazione delle sue attivita'. E lo sta facendo con due recenti approdi esteri, in India e Brasile.

Dal 2012 e' nata l'avventura in India con una joint venture distributiva per coprire il Medio Oriente e tutta l'area asiatica. Nel Paese sudamericano, operazione piu' recente, Panaria ha avviato una strategia di cobranding, Due iniziative commerciali che si inseriscono in un programma di internazionalizzazione produttiva che il gruppo guidato da Emilio Mussini (nella foto al fondo dell'articolo) ha cominciato sin dall'inizio del nuovo secolo: prima in Portogallo (nel 2003, con due stabilimenti ad Aveiro), poi negli Usa (nel 2006, con l'acquisto di Florida Tile, storica azienda del Kentucky). E ora il gruppo puo' allargare i suoi orizzonti in Sudamerica e in Asia proprio grazie al successo di questi insediamenti diretti (dal Portogallo per tutto il mercato europeo fino ai Paesi emergenti, dagli Usa per coprire l'offerta interna), sostenuti da centri distributivi locali, e a una presenza produttiva italiana consolidata (da Fiorano Modenese a Sassuolo a Toano e Finale Emilia).

Ma Brasile e India non sono mercati facili per gli italiani: "Su questi mercati il made in Italy ceramico, da solo, fa fatica a trovare un canale distributivo efficace per effetto delle barriere valutarie e doganali  – sottolinea Mussini, alla guida di un gruppo con un fatturato intorno ai 280 milioni, 1.600 dipendenti e quotato in Borsa - 

  La jv con Asian Granito India sta permettendo a Panaria Group di vendere made in Italy di alta gamma e made in India per l'India con un catalogo tutto nuovo con il marchio "Bellissimo". In Brasile, invece, Panaria Group ha siglato un contratto esclusivo di licenza distributiva con il leader brasiliano "Portobello". «Il nostro made in Italy – rileva Mussini – é entrato nel loro canale distributivo. Loro contano su un centinaio di propri punti vendita».

La capacità di presidio dei mercati esteri fa bene agli insediamenti italiani, conclude Mussini, «perché qualità, design e innovazione possono essere sostenuti solo con adeguate dimensioni aziendali. Più siamo in salute più si fa innovazione tecnologica in Italia perché impianti avanzati, col massimo di conoscenza ceramica, possono essere realizzati solo nel nostro Paese. I cinesi vengono ancora qui per imparare».

 

 Il sito di Panaria Group

 

La photogallery

 



Dott. Emilio Mussini_Presidente Panariagroup