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Trafalgar porta in Italia gli orologi svizzeri di lusso Pilo: l’altra via (al rovescio) per internazionalizzarsi

Internazionalizzarsi al contrario. Il paradigma e' normalmente quello dell'impresa italiana che va sui mercati esteri, esportando, acquisendo quote di aziende o controllandole, oppure realizzando stabilimenti oltre confine. Ma a ben vedere e' internazionalizzazione anche lo sforzo di allearsi con imprenditori esteri e portarne in Italia i loro prodotti. Ecco l'altra via per avere il mondo come orizzonte. E' il caso dell'italiana Trafalgar, con sede a Milano, che ha deciso di sostenere (con un investimento di 200mila euro) lo sviluppo internazionale della società svizzera di orologi di lusso Pilo&Co. Attraverso la propria controllata Tanca, che ha come vocazione la distribuzione di prodotti di lusso, ha chiuso un accordo che prevede la distribuzione in esclusiva sul mercato italiano dei due marchi dell’azienda svizzera: Pilo&Co Genève e David Van Heim, entrambi creati rispettivamente nel 2002 e nel 2011 dal giovane imprenditore Amarildo Pilo. Il progetto di sviluppo per Pilo&Co. in Italia è già disegnato. Il primo negozio ha aperto i battenti da pochi giorni a Chianciano Terme. Sono previste aperture nelle principali città d’arte, per intercettare un pubblico di clientela non solo locale ma internazionale. La formula attualmente prevista è quella del franchising.

 Trafalgar e' la holding della famiglia Giacomini (Piero, Graziano e Flavio). E' una società interamente italiana e di proprietà famigliare che, con visione strategica, coglie opportunità e investe con un approccio multisettoriale. Conta partecipazioni di maggioranza e minoranza in oltre quaranta società quotate e non quotate operanti in diversi settori: Industria Idronica, healthcare, medicale, biotecnologie, automazione, robotica, aerospaziale, finanza, energia, energie rinnovabili, beni di lusso, Infrastrutture, immobiliare e comunicazione.

 Per la crescita futura, Trafalgar ha individuato proprio nel polo del lusso una possibilità di sviluppo. “In questo clima di incertezza – spiega Graziano Giacomini, ad della holding – abbiamo deciso di continuare la nostra politica di investimento, che è particolarmente attenta alle start-up. Questa giovane società svizzera ha dimostrato il suo valore in pochi anni. Ha già 48 negozi nel mondo e crediamo che l’Italia, nonostante le difficoltà attuali, possa essere un mercato particolarmente attento alla qualità di questi prodotti.”

 Trafalgar funziona come un fondo di private equity. Un team competente, che si avvale della collaborazione di selezionati e qualificati consulenti, si occupa in prima battuta di analizzare scenari, società e mercati. La prima attenzione è rivolta alla valutazione accurata del rischio d’impresa e della potenzialità inespressa degli investimenti. Prima di avviare le negoziazioni, vengono effettuate analisi sugli aspetti strategici, industriali e finanziari.

 Il Gruppo conta oggi un fatturato aggregato di circa 80 milioni di euro e capitale investito per 60 milioni, impiegando 125 collaboratori diretti in tutto il mondo, con unità produttive e operative in Italia, Spagna, Svizzera e Stati Uniti.