Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Protocube con il marchio “Falabrac” porta l’artigianato digitale nel mondo – foto –

Qatar, Oman, Germania, Spagna, Belgio, Regno Unito e Grecia: sono alcune delle mete estere di una piccola impresa di Torino, Protocube (tre soci, quattro collaboratori, fatturato intorno ai 500mila euro) nata appena sette anni fa e specializzata nella modellazione e ingegnerizzazione 3D e, in particolare, nell'applicazione della stampa tridimensionale i(finora appannaggio dell'automotive) in settori creativi, come quello della gioielleria.

Il lavoro per l'estero rende gia' circa il 10-15 per cento dei ricavi complessivi, dice Alberto Barberis, uno dei soci fondatori, insieme con Leonardo Peretti e Daria Tirone. Modelli tattili e in scala, prototipi, rendering, animazioni 3D, installazioni, sono in "pane" principale di questa azienda: modellazioni digitali sofisticate al pc, che diventano concrete attraverso l'utilizzo di differenti tecnologie di rapid prototyping and manufactoring. Con queste, Protocube ottiene prototipi e modelli fisici in scala reale o ridotta per oggetti, ad esempio, di merchandising. Con modellazione e stampa 3D Protocube ha, tra le sue più recenti realizzazioni, il plastico di un sito archeologico in Oman. Studi di ingegnerizzazione applicata all'arredamento sono in corso, invece, per conto di un imprenditore brasiliano.

Ma la sorpresa arriva, in particolare, dall'applicazione di questi sistemi all'artigianato digitale. Protocube, infatti, tramite il brand "Falabrac", (epiteto spiritoso nella lingua piemontese) realizza gioielli – braccialetti, anelli, collane e altri prodotti - che sono venduti non solo in negozi italiani (in Piemonte, Lombardia, Triveneto, a Roma, a Salerno) ma anche in Qatar, a Barcellona, ad Anversa (in Belgio), a Londra e ad Atene. I gioielli di Falabrac, nascono, nel loro modello grezzo, dalle stampanti tridimensionali attraverso l'utilizzo di particolari polimeri. L'oggetto, ottenuto per stratificazioni, si "materializza" con la stampante 3D e viene poi trattato manualmente e integrato, sempre in modo artigianale, anche con lavorazioni in argento, attraverso le mani sapienti di un laboratorio orafo valenzano. "Si tratta del primo esempio al mondo – sottolinea Barberis – di oggetti da stampa 3D integrati da lavorazioni in metalli preziosi. Falabrac offre creazioni in edizioni limitate e numerate, espressioni di un made in Italy esclusivo e all'avanguardia. Una volta terminati, gli articoli non sono piu' disponibili, ma nuove versioni e modelli completano periodicamente la selezione. I prodotti sono venduti nei negozi, ma anche tramite una piattaforma di e-commerce". Le stampanti 3D dei gioelli (come per tutti gli altri oggetti da modellazione tridimensionale) sono presenti nei due laboratori torinesi dell'azienda, inizialmente incubata al Politecnico di Vercelli.

Protocube e' nata nel 2006, partecipando alla prima edizione del premio Start Cup del Politecnico di Torino (per sostenere la realizzazione di innovative start-up). In quella occasione Barberis, oggi 37 anni, Peretti (33) e Daria Tirone (35) vinsero il concorso per idee d'impresa ad alto contenuto tecnologico e innovativo.  I tre soci e i quattro collaboratori lavorano perlopiu' sulla modellazione 3D a computer mentre il lavoro di stampa  occupa per ora la restante parte dell'attivita'.

Protocube si rivolge ad aziende di produzione, designer di prodotto, ad agenzie pubblicitarie, ma anche a imprese di costruzioni, societa' immobiliari, architetti e ingegneri. E inoltre, Protocube offre la sua tecnologia per modelli tattili per non vedenti e ipovedenti, modelli didattici, allestimenti, installazioni, opere artistiche digitali e merchanding dedicato, per enti pubblici, musei, fondazioni, artisti e scenografi.

L'attuale sito di Protocube

Il sito dei gioielli Falabrac

La photogallery

 

I protocuber Daria Tirone, Alberto Barberis e Leonardo Peretti