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Storia dello stilista Paolo Grillo e della sua start-up cominciata facendo export – foto –

Cercava fortuna.

 "Ero con una ragazza, venivo dalla Costa Rica dove, carico dei miei primi modelli, non avevo fatto alcun affare. Mi trovavo a Ibiza, era primavera, stavo camminando in centro quando mi trovai davanti a un negozio di abbigliamento femminile, piccolo, ma molto carino. Il titolare, Laurent, che stava in quel momento al di fuori del negozio, noto' la sciarpa che indossava la ragazza ed ebbe parole di apprezzamento. Gli spiegai che l'avevo fatta io. La nostra collaborazione e il mio export in Spagna e' nato tutto da li', agli albori della mia attivita' di stilista". Paolo Grillo (nella foto, in fondo all'articolo) ha oggi 31 anni . E' torinese ma di origini calabresi e, dal 2010, aiutato da papa' 0vidio e mamma Giuseppina, ha dato vita a una sartoria e creato un marchio che porta il suo cognome e la sua citta': Grillo Torino. A dire il vero il laboratorio e' collocato a Nichelino, ma e' a due passi dal capoluogo. "L'incontro con Laurent, quello del primo contatto a Ibiza, e con Carlos, titolare di un negozio di abbigliamento uomo – dice Paolo – sono stati decisivi per la mia professione. Loro hanno scommesso molto su di me: i due negozi distribuiscono i miei capi e io garantisco forniture di qualita' e in tempi rapidi. C'e' aiuto e rispetto reciproco".

Lo stilista torinese realizza capi da donna e anche da uomo, ma, in quest'ultimo caso, su misura. Ha la sua collezione, originalissima (si vedano le immagini della photogallery): "E' un tessuto molto impegnativo quello che realizzo – dice Grillo – ma non ho inventato niente di nuovo. Combino, soltanto, i colori in modo gradevole". Il suo lavoro e' cominciato "da una passione", non da una professionalita' acquisita. Ma le premesse c'erano: la nonna paterna era sarta, la mamma aveva frequentato un corso di sartoria, il papa' aveva lavorato da ragazzo presso il sarto del paese: insomma, una famiglia con la manualita' ben esercitata. E pure lui. "Ho cominciato per soddisfare un mio desiderio, che, dapprima, ho esercitato con familiari e amiche, e che ora e' diventato un lavoro vero e proprio". Paolo si schernisce quando gli si chiede quanto ha fatturato nel 2012, solo 10mila euro circa, ma, in questo momento – e' evidente – non e' il fatturato a misurare il valore di una start-up come la sua. Nell'ultimo anno, ha partecipato a numerose sfilate e a eventi per far conoscere, in loco, il suo marchio e sta anche cercando un partner sartoriale per una collaborazione stabile. Fino ad oggi ha sopperito ai picchi di richieste appoggiandosi saltuariamente a un'altra sartoria. Il tessuto che lavora e' realizzato, su sue indicazioni, da una tessitura locale. Il resto avviene con le sue idee e le sue mani, aiutato dai genitori nel laboratorio di Nichelino.

"Il mio marchio – spiega nella sua presentazione – nasce da una ricerca di sintonia tra materiali, colori e la percezione di essi, dalla volonta' di produrre una linea in armonia con il corpo di chi la indossa, che prima di tutto cerca di far valere la qualita'. I nostri sono capi da rivoltare e mescolare, da non stancarsi mai di indossare, dalle linee versatili, dai motivi geometrici, dai colori vivaci".

Le aspirazioni internazionali ci sono, eccome: "Cerco di strutturarmi piu' per l'estero che non per l'Italia. Il made in Italy vale il cento per cento oltre confine". A ottobre partecipera' alla missione di Cna Torino a Praga (si veda la notizia, su questo blog, sull'iniziativa chiamata "I love it") e da li' spera di aprire nuovi orizzonti al sogno cominciato da Ibiza tre anni fa. E poi… chissa': "Cerco clienti che capiscano quello che faccio. Mi piacerebbe vendere in Russia, ma li' mi sembra che cerchino solo un certo tipo di lusso. Credo che il mio stile possa piacere in Francia e possa avere altri sbocchi in Spagna. E poi sogno il mercato tedesco, il piu' grande acquirente di capi di maglieria. Tante volte cerco di capire come certi marchi si sono affermati sui mercati mondiali: con grande preparazione e ottimi capitali, ma, spesso, con tanta fortuna. Pero' so che la fortuna e' soprattutto saper essere reattivi, pronti a cogliere gli imput che arrivano dalla vita".

 

Il sito di Grillo Torino

 

La photogallery

 

 

Paolo Grillo