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Saper trovare i distributori giusti. Storie di rapporti, di fiducia, di amicizia e di piccoli passi: il gioco vincente di Quercetti nel mondo – foto –

"Quello che conta in un settore come il nostro, caratterizzato da grande concorrenza e anche di qualita', e' la conoscenza dei mercati esteri e quella personale degli operatori, agenti o imprese della distribuzione. Bisogna saper scegliere le aziende migliori e costruire poco alla volta, con piccoli passi, in modo graduale, una base di clientela tale da favorire la crescita. Tutto questo fa la differenza". Capacita' di instaurare rapporti, tenacia e pazienza, ecco i "segreti" per internazionalizzarsi nelle parole di Andrea Quercetti, responsabile export dell'omonima azienda di famiglia produttrice dei famosissimi "chiodini" in plastica – il gioco educativo nato nel 1953 che permette di riprodurre immagini su una base traforata -. Una strategia export forse d'altri tempi, semplice, eppure modernissima se si guardano i risultati: esportazioni complessive a quota 62 per cento su un fatturato di circa 10 milioni, ma valore ancora superiore, intorno al 75 per cento, se si considerano esclusivamente i giochi a brand Quercetti (l'azienda distribuisce, da importazione, anche tre marchi non di proprieta').

Quercetti vende i suoi giochi all'estero in piu' di 50 Paesi e le prospettive su questi mercati per l'immediato futuro sembrano, al momento, rosee. Accanto al mantenimento e al miglioramento della presenza in in Europa, Nord America, Sud America, Medio Oriente, Sud Est Asiatico e Australia, Quercetti sta cercando di aprire mercati piu' piccoli ma strategici: dal Sud Africa alla Tunisia, dal Marocco a quello piu' grande del Giappone. Tra tutti spiccano gli Usa: rappresentano il 20 per cento dell'export, sulla scia di un rapporto con gli operatori locali costruito in 35 anni di frequentazioni (e anche di reciproca fiducia e amicizia), sul solco segnato dal fondatore dell'azienda, Alessandro Quercetti. E sul mercato statunitense le cose continuano ad andare bene: a maggio 2013 e' stato toccato un record, con una crescita del 19 per cento nelle vendite. I giochi educativi e di divertimento prediletti dagli americani sono sempre i chiodini e, insieme ad essi, anche le piste per biglie della linea Migoga.

 


Nella lista dell'export dell'azienda torinese figura pure una (piacevole) sorpresa: la Cina. Se si riflette sul fatto che il 90 per cento della produzione mondiale proviene dal Paese del Dragone, l'azienda torinese rappresenta un'anomalia. Arrivare a Pechino non e' stato facile, anche perche' il governo cinese e' estremamente severo nei controlli: invia ogni anno nello stabilimento di Torino propri ispettori per verificare che i giochi siano di qualita', conformi alle norme cinesi, realizzati con materiali sicuri e senza l'utilizzo di manodopera minorile! "Il rapporto con questo Paese – aggiunge Andrea Quercetti – e' cominciato circa otto anni fa quando ho conosciuto , tramite un operatore del settore, un cinese che stava iniziando la sua attivita'. E' stata la scelta giusta. Grazie alla sua bravura ci siamo inseriti in un grande mercato insieme a marchi mondiali". Cosi', in questi ultimi anni terribili, con prudenza (forniture su pagamenti anticipati e copertura dei crediti con assicurazione) e con la leva della rapidita' nelle consegne, Quercetti ha potuto far crescere la sua identita' internazionale.

L'eccellenza made in Turin del gioco che stimola la creativita' del bambino prende vita nel 1950 (data di fondazione dell'azienda da parte di Alessandro Quercetti, progettista e realizzatore di giocattoli) e prosegue con la seconda generazione, i figli di Alessandro, cioe' Stefano, ad, Alberto, responsabile prodotto, e Andrea, export (nella foto in fondo all'articolo, da sinistra verso destra). Quest'anno l'impresa torinese (una settantina i dipendenti, vendite nel 2012 cresciute del 15 per cento sul 2011 in Italia e del 4 per cento complessivo compreso l'estero) festeggia i 60 anni della nascita dei suo gioco-simbolo, i chiodini, per l'appunto. Dal '53 ad oggi ne sono stati venduti oltre 50 milioni di confezioni, per un totale di 15 miliardi di chiodini.

Per celebrare l'anniversario, l'azienda ha deciso di lanciare un prodotto che, per la prima volta nella storia di Quercetti, si rivolge a un pubblico adulto: si chiama FantaColor Pixel Art. Il range dì età del nuovo gioco sarà 9-99 e permetterà, attraverso l'utilizzo di nove tavole traforate modulari e 10mila chiodini, la realizzazione di ritratti e primi piani di persone e animali. L'azienda prevede il lancio sul mercato a partire dall'autunno 2013. Per i piccoli, di recente, sono stati prodotti due nuovi giochi, Link e Poli Cubi, per "prime costruzioni".

La Quercetti è oggi una delle pochissime realtà del settore a poter vantare un controllo diretto dell’intera filiera produttiva. Infatti tutto il lavoro, a partire dalla progettazione del giocattolo fino al confezionamento del prodotto finito, è interamente realizzato nell’unica sede di Torino, in corso Vigevano. Qui, dopo l'attivita' di concept e design, avvengono prototipazione, sviluppo, costruzione stampi, stampaggio, confezionamento e spedizione, anche servendosi di un indotto sul territorio.

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Quercetti, la famiglia