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Cina, Usa, Brasile, i mercati “imperdibili” di Fiamm, pronta a partnership

"I mercati devono essere presidiati, per capire le consuetudini e le regole locali. Insomma, per lavorare in maniera asiatica in Asia e da americani in America". In questa frase, quasi una battuta di spirito, Stefano Dolcetta (nella foto in fondo all'articolo), ad di Fiamm, sintetizza la strada che deve oggi percorrere sui mercati esteri (sulla scia di un cammino peraltro gia' cominciato) il colosso vicentino delle batterie per l'automotive e per l'industria (ma anche antenne, avvisatori acustici, accumulatori d'energia, piu' recentemente pure il comparto dell'illuminazione Oled). E spiega che Cina, Usa e Brasile sono i mercati "imperdibili" per Fiamm, attiva da 71 anni, con un fatturato (nel 2012) di 540 milioni, e con 3.300 dipendenti nel mondo, di cui 1.200 in Italia. Negli ultimi due anni l'azienda ha assunto 200 persone a tempo indeterminato.

All'estero, dove realizza il 40 per cento delle sue produzioni e il 70 per cento del suo fatturato, Fiamm dispone di dieci insediamenti produttivi (in Italia, Usa, Repubblica Ceka, Brasile, India e Cina) di oltre 20 sedi commerciali e tecniche (tra cui Germania, Gran Bretagna, Repubblica Ceka, Polonia, Slovacchia, Austria, Francia, Usa, Spagna, Brasile, Giappone, Singapore, Corea, Malesia, Cina e India) e di una rete diffusa di importatori e distributori. "Abbiamo costruito la nostra presenza all'estero gradualmente, sin dagli anni Sessanta, a cominciare dagli avvisatori acustici – ricorda l'ad dell'azienda di famiglia, nata dallo spirito imprenditoriale dell'ingegnere Giulio Dolcetta a Montecchio – Oggi gli avvisatori acustici rappresentano il 25 per cento del nostro mercato estero".

Stefano Dolcetta (che è pure vicepresidente di Confindustria con delega alle relazioni industriali) indica i prossimi passi di Fiamm all'estero: "Bisogna presidiare mercati come Cina, Usa e Brasile. Vogliamo, per esempio, essere piu' presenti in Cina di quanto lo siamo ora (rappresenta il 7-8 per cento del nostro fatturato all’estero). Si consideri che gia' oggi il 50 per cento delle auto vengono da Giappone, Corea e Cina e questa quota crescera' ancora. Questo per dire che chi vuole operare nell'automotive deve essere presente in questi mercati". Ma non si puo' fare tutto da soli, rileva l'ad di Fiamm: "Valuteremo anche eventuali joint venture a livello internazionale. Oggi abbiamo due produzioni in Cina, sebbene nella stessa area: una parte di stabilimento dedicata alle batterie di avviamento auto e a quelle industriali, un'altra agli avvisatori acustici. Valuteremo come espandere la nostra presenza in questi tre ambiti".

Stesso copione per gli Stati Uniti: "Sara' molto interessante il nostro futuro negli Usa; dovremo valutare come crescere negli stessi settori, batterie d'avviamento e industriali. Oggi gli Usa rappresentano il 15-20 per cento della nostro fatturato. Cresceremo con l'apertura a collaborazioni, con l'obiettivo di una presenza piu' solida".

Occhi ben puntati, poi, sul Brasile dove gia' Fiamm copre il 65-75 per cento delle forniture locali per i clacson ed e' in fase di studio la commercializzazione delle batterie. "Il mercato brasiliano – dice Dolcetta – e' difficile e un po' complicato, bisogna fare esperienza. Anche un'azienda familiare come la nostra deve entrare nell'ottica di diventare capace di aprire il proprio capitale localmente, senno' si rischia di rimanere ai margini. Preferisco lavorare bene in un mercato con quote proprietarie minori che non avere il 100 per certo ma lavorare meno per un posizionamento più difficile in quel mercato".

In Europa Fiamm ha una presenza consolidata. Nelle batterie e' il terzo gruppo dopo due altri competitor Usa: "Siamo la prima impresa del settore a capitale europeo. La nostra strategia in Europa e' innovare i prodotti gia' esistenti e aggredire il mercato con offerte innovative. Il nostro obiettivo generale è diventare fornitori di sistemi di energia con diverse tecnologie di accumulatori, sia per la mobilità che per il settore industriale".

Il sito di Fiamm

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Stefano Dolcetta