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Adler Group, oggi come 20 anni fa: “Stare all’estero dove il mercato chiede i nostri prodotti” – E tanta R&S

"Vent'anni fa abbiamo deciso di essere competitivi puntando sull'innovazione, e di andare dove il mercato chiedeva i nostri prodotti. Essere nei Paesi dove sono presenti i piu' grandi stabilimenti di produzione automobilistica ci consente di avere un rapporto diretto e di continuo interscambio con i nostri clienti. Abbiamo scelto la strada dell'internazionalizzazione perche' era l'unico modo per realizzare questa vicinanza fisica, abbattendo i costi e migliorando il rapporto con la clientela". Questa "filosofia" di presenza all'estero – descritta da Paolo Scudieri, ad di Adler, e che individua il cammino compiuto da quando e' alla guida del gruppo internazionale con sede a Ottaviano (Napoli) – e' stata comune a molte grandi aziende della fornitura, ma nell'esempio della societa' partenopea, mostra ancora tutta la sua validita'.

Oggi il gruppo Adler ha 58 stabilimenti, attivi in 18 Paesi, compresa l'Italia. Vent'anni fa non era cosi'. Grazie a quell'intuizione, semplice ma basiliare, rimanere "attaccati" al cliente internazionalizzato, il gruppo nato da Achille Scudieri, padre di Paolo, ha potuto diventare il primo produttore italiano di sistemi per il comfort acustico e termico nei veicoli e secondo player mondiale nei rivestimenti e nei pannelli per portiere e nei tappeti interni. L'espansione internazionale di Adler – che nel 2012 ha raggiunto un fatturato globale di un miliardo, che puo' contare sull'opera di 9mila dipendenti e che vanta nel portafoglio-clienti i principali player mondiali dell'industria automobilistica – ha avuto almeno cinque step decisivi. Nel 1996 sono nate Adler Polonia e Adler Brasile; nel 2001 Adler Turchia; due anni dopo c'e' stata l'acquisizione degli stabilimenti polacchi; nel 2007 e' cominciata la produzione di componenti insonorizzanti e rivestimenti in Brasile; nel 2008 e' partita Adler France. A breve, infine, il gruppo acquisira' in toto la tedesca Hp Pelzel, multinazionale leader nello stesso settore di Adler e dove l'azienda partenopea – interamente in capo alla famiglia Scudieri – gia' partecipa. Un passo che rimbalzera' ulteriormente Adler tra i primi player mondiali nel settore automotive.

 

L'internazionalizzazione del gruppo e' anche il frutto di un rilevante impegno sul terreno della ricerca e sviluppo. "Siamo un'azienda in cambiamento – sottolinea Scudieri – come il mercato al quale ci rivolgiamo. Negli ultimi dodici mesi abbiamo investito in nuovi impianti di produzione, sviluppato piu' di 60 nuovi programmi, portando nel mercato oltre 270 nuovi componenti e introdotto sette tecnologie capaci di innovare tutto il settore. Lo abbiamo fatto collaborando con 16 universita' e centri di ricerca, lavorando su 14 programmi di ricerca con partner e atenei transnazionali e investendo il 4 per cento del fatturato in ricerca e sviluppo. L'attenzione allo sviluppo di prodotti, materiali e processi sempre piu' innovativi – aggiunge l'ad – ci ha spinto ad aprire un nuovo centro di ricerca in Canada". A questo riguardo Adler ha ricevuto importanti riconoscimenti ufficiali da due clienti. "Abbiamo bisogno di spostare sempre l'asticella un po' piu' in la' – rileva Paolo Scudieri – creando innovazione continua".

In Italia la sfida principale si gioca nel recentissimo stabilimento aperto ad Airola (Benevento) per realizzare il telaio in fibra di carbonio della nuova Alfa Romeo 4 C. "Qui – conclude l'ad di Adler (nella foto qui sotto, a sinistra, a colloquio col ministro Corrado Passera) – nasce il piu' grande polo italiano per la produzione di fibra di carbonio per l'industria dell'automotive, capace di guardare oltre confine. Vogliamo dare vita a una realta' dotata di competenze specialistiche e know how tali da porsi sul mercato come produttore di eccellenza di componenti in materiale composito".

Il sito del Gruppo Adler

La photogallery

 

Passera_scudieri al convegno[1]