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Telefono, internet e fiere: la ricetta di Lavatelli per l’export (in continua crescita)

Che cosa puo' fare una piccola azienda con una quindicina di dipendenti, un fatturato di poco sopra i 5 milioni e specializzata nella regalistica e nell'oggettistica, per internazionalizzarsi? Semplice: attaccarsi al telefono e a internet e cercare distributori in tutto il mondo a cui proporre i propri prodotti – mandando campionari in visione – e poi partecipare a fiere ad hoc. E' la strada, base-base-base, scelta dalla torinese Lavatelli, azienda che in questi difficili anni e' progressivamente cresciuta in volumi di prodotti venduti e in fatturato. Con una altrettanta crescita dell'export. Ha chiuso il 2012 con vendite complessive per 5,1 milioni, riuscendo a compensare il calo del mercarto domestico con 1,15 milioni provenienti dall'export (il 29,4 per cento sui ricavi totali, era il 20 l'anno precedente). Anche il 2011 era andato bene, con vendite complessive del 10 per cento in piu' sul 2010.

La Lavatelli riesce anche ad assumere nuovi addetti, una-due persone l'anno. Sembra un miracolo. Eppure realta' cosi' esistono. Spiega l'ad Marco Lavatelli (nella foto al fondo dell'articolo): "Il nostro segreto rimane sempre lo stesso, da quando e' avvenuto il ricambio generazionale: puntare su articoli con ciclo di vita medio-corto che possano diventare di moda e di tendenza. E poi, con flessibilita' e rapidita' di organizzazione e processo aziendale, individuare i prodotti sostitutivi". Il giovane Marco gestisce l'azienda di famiglia – nata nel 1958 – insieme col padre Alessandro, il fratello Luca e la sorella Rosella e ha saputo tramutare i momenti critici, a partire dal 2008, in occasione di crescita per l'azienda, apprezzata in passato per le sue scatole adatte alle sistemazioni casalinghe (campo mai abbandonato, ma migliorato) e oggi specializzata nella commercializzazione e valorizzazione di brevetti. Cosi', dai notissimi stickers per qualsiasi tipo di superficie ed oggetto (pc, televisori, muri, arredamento vario), la Lavatelli ha puntato sui brevetti Kanguru, come la coperta con le maniche, il telo da mare che si puo' indossare e, da ultimo, il cuscino musicale. Un oggetto, quest'ultimo, che permette di ascoltare musica essendo collegabile con qualsiasi diffusore di suoni (dall'ipad al lettore cd, o mp3, dall'iphone alla radiosveglia o alla tv) e che puo' essere ascoltata solo da chi vi affossa la testa senza disturbare altre persone vicine. E senza fastidiose cuffie. Prodotto adatto anche per la musicoterapia. Un successo. Disponibile nella grande distribuzione e nel commercio online. E il 2013 sara' l'anno del lancio di nuovi prodotti Kanguru, "allargando il range delle coperte e dei plaid in poliestere, con caratteristiche particolari e coordinati con altri oggetti, il tutto con design italiano". La produzione avviene all'estero.

A Torino, oltre al magazzino, c'e' la testa pensante della societa', con la squadretta guidata da Marco Lavatelli dedicata all'export: "I mercati piu' interessanti sono per noi oggi Russia, Romania, Indonesia e Medio Oriente, dove abbiamo agganciato un importante distributore per Libano, Israele, Egitto, Emirati Arabi. In Europa sono gia' rilevanti i mercati di Germania, Austria e Francia". E per farsi conoscere ancora di piu' ogni anno nuove fiere. Dopo Milano (al Macef), Berlino, Francoforte, Parigi e Birmingham, Marco Lavatelli sta puntando a una fiera di settore a Hong Kong.

Il sito di Lavatelli

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