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All’estero con reti d’imprese e istituzioni – Gobino (cioccolato): da soli non possiamo farcela

"Qualcosa e' nato dal passa parola, ad esempio un nostro importatore giapponese ha parlato di noi a un altro coreano e di li' e' cominciata la nostra presenza in quel Paese, ma la cosa piu' importante per stare sui mercati esteri, l'anno scorso, e' stata il traino della rete d"imprese ExclusiveBrands Torino supportata dalla Camera di commercio e dal Centro estero per l'internazionalizzazione del Piemonte. Per noi e' stato un moltiplicatore di incontri che ha portato a importanti accordi commerciali". Guido Gobino (nella foto in fondo all'articolo) spiega cosi' il risultato raggiunto nel 2012 dalla sua Cioccolateria artigiana all'estero.

Su un fatturato complessivo di 4,8 milioni, l'export ha sfiorato il 10 per cento e questo ha dato respiro alle vendite in Italia, che hanno risentito della crisi. Mosca, Praga, Monaco di Baviera, l'Arabia Saudita. E poi ancora, Corea, Giappone, Emirati Arabi, Inghilterra, Austria: il cioccolato Gianduja di Guido Gobino ha ora il mondo come orizzonte. I primi quattro mercati sono quelli che, nel 2012, hanno dato maggiori soddisfazioni, e le opportunita' di crescita sembrano ampie perche' Gobino spiega che "il prodotto Gianduja, torinesissimo, nato nella capitale sabauda nella seconda meta' dell'800 dall'incontro di cacao e nocciole, e' ancora abbastanza sconosciuto". L'azienda – 29 dipendenti – ha sede e fabbrica a Torino, in via Cagliari, e prestigiosi negozi nel centro del capoluogo piemontese e a Milano, dove le vendite sono andate bene l'anno scorso. Positivi anche i risultati dei primi tre mesi di quest'anno.

Gobino, erede di un'avventura imprenditoriale nata dal padre Giuseppe all'inizio degli anni 50 – e' in piena battaglia per mantenere e migliorare la fiducia e il credito raccolti in questi anni. L'azienda ha puntato tutto su qualita', selezione della materia prima, continua ricerca e sviluppo per nuovi prodotti, investimenti in macchinari, sostenibilita', attenzione al retail e campagne di fidelizzazione.

 


 Ma per rafforzare la presenza all'estero sa bene di non potercela fare da solo. "Per noi, piccola azienda, l'adesione all'Ebt (si veda altro articolo in questo blog, ndr) ha permesso di farci conoscere: ti trovi coinvolto in manifestazioni che creano opportunita' che da solo neanche ti sogneresti. Facciamo l'esempio di Praga: noi abbiamo trovato un ottimo importatore in quel Paese partecipando con l'Ebt alle manifestazioni di Helsinki come capitale mondiale del design, perche' avevano voluto il nostro prodotto. L'organizzatore di un analogo evento sul design a Praga ci ha invitati la' e ci ha anche procurato l'incontro con un gruppo di importatori della Repubblica ceca da cui e' nato l'accordo con uno di questi. A breve, inoltre, con la rete di imprese dell'Ebt, partiremo per Doha, in Qatar, dove parteciperemo al congresso mondiale delle camere di commercio. Grazie al Centro estero che supporta l'iniziativa, abbiamo gia' fissato alcuni incontri con degli importatori. Da li' andro poi a anche Dubai. Insomma, questo per dire che se si fa sistema in modo organizzato, con il supporto delle istituzioni, i risultati si vedono".

"Si' – conclude Guido Gobino – uno, da solo, puo' avere la fortuna di incontrare una principessa dell'Arabia Saudita, trovare il suo apprezzamento e aprire cosi' un varco in quel Paese, ma e' l'organizzazione, il sistema, che da' i maggiori risultati. Con l'ExclusiveBrands Torino noi piccoli andiamo al traino di marchi, per esempio Pininifarina Extra e Azimut Benetti. E' un bel gioco, finalmente possiamo diventare internazionali. Non solo andando a cercare mercati esteri da con la valigia in mano, in solitaria".

Il sito della Cioccolateria artigiana Guido Gobino

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Guido Gobino