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Mattioli gioielli raddoppia il fatturato e prepara una stagione di consolidamento e rafforzamento sui mercati esteri

Stati Uniti e Giappone, l’Europa Centrale e il Nord, la Russia e i Paesi Arabi, questi ultimi – ad esempio Arabia Saudita ed Emirati Arabi – sempre più affinati al fashion della gioielleria italiana e sempre meno legati, da una parte, ai prodotti da “suk”, dall’altra, al lusso sfarzoso ed esagerato: su questi mercati, e su un’altra trentina di presenze estere, Mattioli gioielli, l’unica jewellery house torinese, spinge a fondo l’acceleratore per un consolidamento delle proprie posizioni nel 2018. E lo fa – come spiega Licia Mattioli, amministratore delegato dell’azienda orafa (nella foto qui di seguito) – con la forza di un fatturato complessivo 2017 (di cui il 90% proveniente da vendite all’estero) che dovrebbe chiudere a 38 milioni di euro, con un incremento di più del 50% rispetto al 2016 (24,5 milioni).

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Una realtà produttiva che dal 2013 ha “cambiato look” e sostanza, trasformandosi da “Antica ditta Marchisio” – la storica azienda orafa torinese, nata nel 1860 e rilevata nel 1995 da Luciano Mattioli e dalla figlia Licia – a “Mattioli spa”. Una nuova avventura cominciata con soli venti dipendenti, tra cui alcune “colonne” della “Marchisio” e che oggi sono già diventati 150, tra quelli della nuova sede principale (dallo scorso gennaio) a Torino, e quelli operativi a Valenza, ereditati da un’azienda locale recentemente acquisita dalla maison torinese. Dati che parlano di una “fabbrica” del lusso in salute, che deve il suo boom di fatturato non solo alle produzioni a proprio marchio, ma anche alle fortunate collaborazioni con alcune tra le più prestigiose griffe internazionali del gioiello.

“Una crescita così significativa – sottolinea la Mattioli mentre si aggira tra macchinari nuovissimi e tradizionali, tra artigiani esperti e giovani risorse umane – richiede ora una forte azione di consolidamento”.

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“Credo  – aggiunge l’ad – sia questa la strada da battere per il prossimo anno, tanto all’estero, incrementando in tutti i principali mercati la nostra presenza in gioiellerie e catene del lusso, a partire da Usa e Giappone che sono stati i nostri primi approdi quando abbiamo voluto reagire alla crisi del mercato domestico, quanto in Italia, con nuovi punti vendita e dove sta partendo una nuova campagna pubblicitaria. Non escludiamo un ulteriore allargamento del nostro perimetro aziendale, con acquisizioni di attività che ci permettano di soddisfare l’interesse dei mercati verso i nostri prodotti”.

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www.mattioligioielli.it

La produzione di Mattioli gioielli è, per molti versi, un’espressione del gusto femminile e della personalità del suo amministratore delegato. Sotto la sua guida il marchio Mattioli si presenta oggi con ben 21 diverse collezioni, ispirate all’arte, alla natura e alle stagioni della vita e declinate in cinque principali categorie, tra anelli, orecchini, ciondoli, collane e bracciali. Con una caratteristica di base: Mattioli crea “gioielli che si trasformano” sostituendo un elemento, o combinando insieme pezzi diversi, così da personalizzare il look in base al momento, all’occasione, o al semplice capriccio.

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“Confluiscono nel brand – spiega l’azienda nel suo sito Web – il desiderio di raccontare storie, il gusto per il design e un forte contenuto di innovazione. La ricerca sui materiali e l’uso delle tecnologie più evolute integra, inoltre, la maestria artigianale del nostro staff, che maneggia con straordinaria competenza diamanti, gemme di colore, madreperle, legni di pregio e tutti i materiali impiegati nella realizzazione degli oggetti preziosi. Interprete del lusso contemporaneo, i gioielli Mattioli si distinguono per l’originale stile classico sempre unicamente reinterpretato, particolarmente morbido e avvolgente nelle linee dei celebri girocolli e inconfondibile negli anelli, unici protagonisti di infiniti look”. Una ricchezza di proposte che, dal 2010, il pubblico può ammirare nella boutique-salotto a gestione diretta, aperta a Roma in via del Babuino 105, a pochi passi da piazza di Spagna.

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L’entusiasmo e la caparbietà con cui Licia Mattioli ha affrontato la sua missione di imprenditrice l’hanno messa in luce negli ultimi anni. E’ stata presidente dell’Unione Industriale di Torino e di Federorafi, l’associazione che riunisce le imprese italiane del settore, ed è vicepresidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione. Lo scorso giugno Licia Mattioli è stata nominata Cavaliere del Lavoro dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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