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La Molisana, 2018 all’“attacco” dei mercati europei e il fatturato cresce ancora  


Per la pasta “La Molisana” il 2018 sarà l’anno dell’”attacco” ai mercati europei per incrementare ulteriormente le sue vendite all’estero (oggi in 85 Paesi), che già nel 2017 si sono attestate intorno al 33 per cento del fatturato complessivo. Attualmente la pasta classica e integrale dell’azienda di Campobasso

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macina fatturati considerevoli in Paesi ben più distanti da quelli europei, oltre gli Oceani, in Canada (dove, in particolare, è la prima pasta importata dall’Italia), Usa, Brasile, Giappone, Australia e Nuova Zelanda, “ma ora stiamo puntando la nostra attenzione sulla Mitteleuropa e sul Nord Europa, mentre abbiamo cominciato a essere presenti anche nell’Est del Continente”, sottolinea Giuseppe Ferro, presidente e amministratore delegato de “La Molisana”.

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“Abbiamo costituito un’apposita squadra, costituita da quattro export manager che viaggiano di continuo nel mondo e da una decina di altri collaboratori, che si occupa esclusivamente della diffusione all’estero”, aggiunge il presidente e ceo, per rimarcare quanto sia diventata decisiva per l’azienda la scelta dell’internazionalizzazione. In questo senso si spiega la scelta de “La Molisana” di essere presente alle principali fiere internazionali di settore, come la recente partecipazione ad Anuga, la più importante fiera trade al mondo per il food & beverage, a Colonia.

Il focus de “La Molisana” sui mercati internazionali “è  incentrato su qualità e innovazione di prodotto in termini salutistici – rileva Giuseppe Sacco, direttore export – La nostra carta d’identità è la pasta integrale con la quale cresciamo sul mercato domestico a tripla cifra e grazie alla quale, ma anche con la pasta classica, intendiamo presidiare ed espandere la nostra presenza su tutti i mercati internazionali”.

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L’orizzonte mondiale è anche la conseguenza di un riposizionamento dell’azienda in Italia che ha già portato frutti, piazzando “La Molisana” al quinto posto nel mercato domestico e al primo nel comparto ”premium” della pasta integrale, a soli sei anni dall’acquisizione da parte della famiglia Ferro, da oltre cento anni attiva in Molise come mugnai, che ha rilevato l’attività della pasta (attigua allo stabilimento del mulino) da un fallimento.

Quello della pasta integrale è un segmento sul quale “La Molisana” intende puntare molto per la crescita futura, con un assortimento sempre più ricco di formati, inclusi quelli più rappresentativi della marca, come lo”Spaghetto Quadrato, un’innovazione di prodotto introdotta nel 2013 e diventata una delle prime cinque referenze più vendute.

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Oggi i risultati di queste strategie sono evidenti: “Chiuderemo il fatturato consolidato 2017, pasta e altri prodotti, intorno ai 140 milioni – spiega Giuseppe Ferro – mentre nel 2016 il valore si è attestato sui 125 milioni, anno in cui già eravamo cresciuto di oltre il 30 per cento rispetto a quello precedente. Si pensi che nel 2011, quando abbiamo rilevato il brand, “La Molisana” fatturava 16 milioni. Oggi diamo lavoro a 230 persone contro le 90 che avevamo trovato attive nell’azienda al momento del fallimento. Siamo diventati leader nel settore della pasta integrale in Italia in neanche venti mesi dall’avvio della campagna di diffusione del prodotto”.

Risultati quasi da start up: “Ci stupiamo noi stessi – ammette Ferro – e siamo incoraggiati a fare ancora di più. Alcuni osservatori dicono che provenendo noi non direttamente dal mondo della pasta abbiamo un approccio da prima generazione. Mi sembra una lettura pertinente all’entusiasmo con cui stiamo affrontando questa avventura”.

L’azienda è cresciuta in notorietà anche grazie alla leva delle sponsorizzazioni nel mondo del calcio, con il marchio che campeggia sulle maglie del Benevento, in serie A.

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Tra le altre sponsorizzazioni sportive c’è quella della prima squadra di basket femminile molisana che disputa il campionato in Serie A2: un percorso, questo, che ha individuato nello sport una nuova chiave di crescita per il territorio.

Intanto “La Molisana” spinge l’acceleratore sul marketing anche con i “Temporary store”. Dal 10 ottobre scorso, e per un mese, l’azienda è presente con i suoi prodotti a Roma, alla stazione Termini, dopo l’esperienza del negozio alla stazione Centrale di Milano, la scorsa primavera.

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“La Molisana” ha avviato anche collaborazioni con comparti diversi dall’alimentare per “contaminare” il suo messaggio, come l’iniziativa “La sartoria della pasta”.

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La famiglia Ferro, mugnai per tradizione, ha un ruolo primario ne “La Molisana”: oltre a Giuseppe al vertice (e il papà Vincenzo, 81/enne ancora attivo), operano la sorella Rossella (marketing), e i cugini Flavio (stabilimento) e Francesco, che si occupa dell’attività originaria, il mulino.

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Con l’acquisizione del 2011 la famiglia ha portato in un’unica impresa l’intera filiera produttiva della pasta, dall’importazione di grani esteri (rappresentano il 30% del fabbisogno, provenienti specialmente dall’Arizona) che si affiancano a quelli locali (la restante quota) fino allo stoccaggio, all’attività molitoria e al prodotto finito. “All’impegno per la qualità – aggiunge Giuseppe Ferro – abbiamo unito un grande impegno nel restyling del packaging. Curare questo aspetto non è irrilevante, perché la percezione della qualità va di pari passo anche con incarti che valorizzano il prodotto”. Non si tratta di un semplice restyling estetico, ma di una rilevante operazione di rebranding, con un nuovo logo che riassume l’identità di un marchio storico dell’alimentare Made in Italy.

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“Il nuovo pack – spiega Rossella Ferro – è fondamentale per valorizzare la nostra pasta, che non è una commodity ma un prodotto con un’identità unica, data da quattro asset fondamentali che ribadiamo sulla nuova confezione con orgoglio: siamo mugnai da quattro generazioni, utilizziamo solo i migliori grani selezionati, lavoriamo in un ambiente incontaminato, con aria pura di montagna e acqua cristallina di sorgente dalla qualità certificata. Un dna inimitabile”.

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Il nuovo pack custodisce inoltre una nuova ricetta, che innalza ulteriormente la qualità del prodotto. Si parte dalla selezione dei grani che, grazie alla competenza della famiglia Ferro, porta il valore proteico da 14% a 14,5%, incrementando uno dei principali parametri con cui si misura la qualità della pasta e la sua tenacia in cottura (superiore alla media del mercato, pari al 12%). Al migliore grano duro selezionato si aggiunge un’acqua certificata da un bollino di qualità.

Dal 2011 a oggi l’azienda ha investito molto in innovazione della produzione, oltre 35 milioni di euro, di cui oltre 12 milioni nel biennio 2016-2017, per un forte rinnovamento delle linee di produzione, dei magazzini, della sala macchine e confezionamento. L’offerta prodotto de “La Molisana” vanta circa 200 diversi formati, tra pasta di semola e pasta all’uovo, con gamme prodotto diversificate per il canale domestico e fuori casa.

Nel 2016 “La Molisana” ha anche puntato sulla valorizzazione delle produzioni del territorio molisano, con un progetto realizzato con gli operatori della filiera grano e le cooperative agricole, costituendo la “Op Cereali Centro Sud”. Si tratta di un’organizzazione di produttori con quattro cooperative, 600 soci produttori, specializzati nella produzione di cereali nei terreni di Guglionesi, Montenero di Bisaccia e Palata. L’accordo privilegia un grano speciale tutto molisano, di due qualità eccellenti, Maestà e Don Matteo, con un indice proteico del 15% (è il principale parametro con cui si misura la qualità della pasta). Il primo raccolto è quello di quest’anno.

Il Molise non esiste