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La “Terzeria”, un’eredità del Sud riconquistata, aperta all’internazionalizzazione

Sedici anni fa non era che un fondo agricolo – di proprietà della diocesi di Cassano allo Jonio, nella piana di Sibari, in Calabria – che si mostrava semidistrutto e impoverito dallo sfruttamento di chi lo conduceva. Oggi, invece, per iniziativa di cinque imprenditori locali che l’hanno preso in affitto, è un vivace centro di produzione agricola che nel 2016 ha fatturato quasi due milioni di euro, dà lavoro a una cinquantina di persone, tra tecnici, agricoltori e braccianti, di età tra i 25 e i 50 anni, e sta proponendo i suoi prodotti anche all’estero, specialmente in Germania, Austria e alcuni Paesi dell’Est europeo, grazie ai conferimenti della merce a due importanti distributori italiani.

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Si tratta dell’Azienda agricola Terzeria, 500 ettari di terra che prendono il nome dalla località in cui sono situati, nel comune di Cassano (Cosenza) nei  quali sono coltivati riso, agrumi (clementine e arance) ma soprattutto cavoli,  il prodotto, quest’ultimo, più rinomato, con una coltivazione di circa un milione e mezzo di “teste” su una superficie di 75 ettari. La sfida dell’internazionalizzazione è stata pienamente colta, con agrumi conferiti alla Agricor di Corigliano, che esporta in tutta Europa, ma soprattutto, per clementine e arance, in Germania, Austria e Paesi dell’Est. I cavoli, invece,

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prendono le vie dell’estero con il conferimento alla cooperativa Codma di Fano, nelle Marche.  Attraverso questi due medesimi canali la Terzeria vende in Itaulia, soprattutto al Nord nella Gdo. Nella Terzeria è stata conservata anche l’attività di allevamento di bovini.

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Tutto ha inizio alla fine del 1999 quando il vescovo di Cassano, mons. Domenico Graziani, si mette alla ricerca di qualcuno che possa prendersi cura dell’azienda per proprio profitto, ma anche generando utili per la Fondazione proprietaria del fondo, da reinvestire in opere di bene e posti di lavoro. Si fa avanti Eugenio Conforti (nella foto),

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fino a quel momento imprenditore nel settore dolciario, che decide di gestire i terreni a suo rischio e pericolo . Nasce così, nel 2001, la Società Agricola Terzeria di cui diventa consigliere di amministrazione insieme a Benito Scazziota (nella foto)

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e Nicola Blaiotta (nella foto).

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Benito, funzionario della Regione Calabria ed esperto di tecnica agronomica e di innovazione,

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si fa coinvolgere contemporaneamente a Eugenio nel progetto del fondo. Nicola vi entra poco dopo e ne diventa responsabile oltre che socio; era subaffittuario nella preesistente azienda agricola.

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Nel 2006, volendo approfittare degli incentivi governativi, i tre decidono di investire su un impianto fotovoltaico che copre una serra (ma non ubicata nella Terzeria) dove ancora oggi sono coltivati kiwi gialli e rossi.  Grazie a questa nuova avventura incontrano Gennaro Cilento (nella foto), un imprenditore agricolo di Corigliano produttore di agrumi e tra i primi in Calabria ad interessarsi al fotovoltaico in agricoltura.

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Arriva poi alla Terzeria pure Natalino Gallo (nella foto),

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amico di Gennaro, anch’egli produttore di agrumi e albicocche per la grande distribuzione. Natalino è presidente di Agricor. Gennaro Cilento (nella foto scattata al Meeting di Rimini)

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sottolinea oggi che la strategia di mercato è volta sempre di più a commercializzare prodotti precoci o tardivi, per ampliare la capacità dell’azienda di competere (specie con le produzioni provenienti dalla Spagna) e per allargare la clientela anche all’estero.

Particolare curioso, a proposito dei collaboratori della Terzeria, è la presenza di una trentina di persone che vengono ogni mattina da un comune del Pollino, in territorio lucano, Viggianello, a bordo di un pullmino che li riporta a casa la sera. Tra loro ci sono anche stranieri, perlopiù rumeni, e anche una famiglia polacca.  Attorno alla Terzeria, grazie alle attività dei cinque amici-soci, gravita un indotto che impegna circa 600 persone.

Dalla nascita della Terzeria sono sorti diversi progetti innovativi. Dopo l’incontro con Gennaro Cilento, Eugenio Conforti ha fondato, insieme a tutti gli altri, “Renovare”, società che fornisce servizi per energia da fonte fotovoltaica. Successivamente è sorta “Renatura”, che gestisce l’agriturismo e i terreni adiacenti. Di recente, i cinque amici, dopo aver incontrato un professore universitario, ingegnere chimico, che ha voluto brevettare un olio extravergine di oliva spalmabile che unisca gusto e proprietà salutari, hanno realizzato questo innovativo progetto. E’ stata l’occasione per conoscere e coinvolgere un nuovo personaggio nell’avventura nata dalla Terzeria: Giorgio Tricarico, che di mestiere gestisce negozi di abbigliamento. E’ sorta così  “ReOlì”, start up innovativa di produzione alimentare e concessionaria del brevetto universitario per la produzione degli spalmabili a base di olio extravergine di oliva e di olio di girasole. Giorgio ne è attualmente il diretto responsabile e presidente (nella foto).

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Al Meeting di Rimini 2017 una mostra descrive e racconta questa singolare storia, dal titolo “You are the salt of the heart – Voi siete il sale della terra” (nella foto l’ingresso della mostra e altre immagini).

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E’ curata da Simone Pizzagalli e altri, e nasce dallo stupore per questa iniziativa caratterizzata da un impegno che lega degli amici attorno a un progetto che andrà a scadere nel 2030. Ma l’attuale vescovo di Cassano dello Jonio, Francesco Savino (nella foto),

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è talmente partecipe e soddisfatto dell’iniziativa, che tutto lascia pensare che la società agricola non sarà “spenta” a quel termine. Il sogno può proseguire, c’è un sale nella terra di Sibari che sta dando tanto frutto.