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Bertola (cromature), una settantenne in cerca di internazionalizzazione

Ha 71 anni di attività nella cromatura e nei trattamenti galvanici industriali. Lavora per l’automotive, nel settore dei motocicli, nelle attrezzature per le palestre e il fitness, nei serramenti per l’edilizia e negli arredamenti per interni, e ha una gran voglia di girare il mondo per mostrare i suoi prodotti, quanto sa fare e quale è il suo modello d’impresa. E’ lo spirito che anima la Bertola di Marene (Cuneo) nel processo di internazionalizzazione che sente sempre più indispensabile per il proprio futuro.

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La Bertola lavora principalmente per conto terzi, oltre che in conto vendita e a questa specifica attività di servizio deve almeno il 10% del suo fatturato con destinazione estera, per grandi società, specialmente dell’automotive. Ora, però, l’azienda cuneese sta lavorando per rendere stabile il canale della fornitura diretta all’estero, perché, come spiega Livio Bertola, presidente e amministratore delegato dell’impresa (nella foto),

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“oggi arriva dall’estero una grande domanda di prodotti finiti e verniciati e noi possiamo rispondere bene con la nostra tecnologia e il ciclo di cromatura multistrato che è la nostra specialità”. Paesi come Belgio e Slovacchia sono già parte importante dell’export diretto della Bertola, ma trattative sono in corso per forniture nell’automotive, anche in Spagna, Polonia e, ancora, in Slovacchia.

L’azienda di Marene ha chiuso il 2016 con un fatturato di oltre 5,5 milioni e sta reagendo bene alla perdita di un’importante commessa: “Stiamo tamponando, e lo stiamo facendo bene; guardiamo positivamente alla fine del 2017”.

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La Bertola esegue trattamenti galvanici decorativi industriali, smerigliatura e lucidatura, in prevalenza su particolari metallici quali ferro, ottone, ghisa, acciaio inox.

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“Siamo in grado di offrire – sottolinea Livio Bertola – lavorazioni galvaniche con una qualità superiore allo standard in termini di resistenza alla corrosione e lucentezza, grazie ad un ciclo multistrato composto da nichelatura opaca, ramatura, nichelatura semi-lucida, lucida, microporosa e cromatura decorativa. Le lavorazioni vengono eseguite su impianti automatizzati e gestiti da software specifici e personalizzati, tali da soddisfare norme e capitolati nazionali ed internazionali. Possediamo, inoltre, un laboratorio analisi e ricerche per il monitoraggio e il controllo qualitativo della produzione, nonché camere per prove di corrosione accelerate”.

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“Gli impianti automatizzati – aggiunge – lavorano ininterrottamente 24 ore su 24, permettendoci di fornire un servizio tempestivo e giornaliero. Il personale è altamente qualificato e in grado di fornire un’assistenza tecnica specializzata”.

 

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Nello stabilimento di via Roma lavorano attualmente 27 persone. Tra questi figura anche una significativa componente familiare, rappresentata dai figli di Livio, Paolo (direttore generale) e Marco (impegnato in amministrazione) – nella foto, rispettivamente da sinistra a destra –

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e dalla moglie, Teresina Allemandi, anche lei nell’amministrazione della società. Operative in produzione, le figlie Caterina e Lia (nella foto, da sinistra, Caterina, Teresina e Lia).

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All’azienda fornisce un contributo anche la sorella di Livio, Maria Grazia, seppur residente da trent’anni all’estero.

L’impresa opera dal 1946 a Marene, ma le sue origini risalgono al 1929, quando Michele Bertola, marenese di nascita, inizia a Torino un’attività imprenditoriale con una piccola azienda di nichelatura. Durante la seconda Guerra mondiale, a causa dei continui bombardamenti su Torino, decide di avviare una piccola attività anche a Marene. Nel 1942 prende il via la produzione con mezzi di fortuna, e alla fine della guerra, 71 anni fa, viene costituita una nuova società, la “Officina Galvanica Bertola”, tra i fratelli Michele, Antonio e Giuseppe (nella foto),

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specializzata in trattamenti galvanici, smerigliatura e lucidatura metalli. Lo sviluppo è immediato, al punto che l’azienda offre lavoro a una cinquantina di dipendenti già nei primi anni 50. Dopo successive trasformazioni e modifiche, nasce l’odierna Bertola, guidata dai fratelli Antonio (che oggi compirebbe 100 anni) e Giuseppe. Nel 1960 i dipendenti salgono fino a 107 unità, e nel periodo successivo la maggior richiesta di produzione da parte di grandi industrie torinesi fa progressivamente avviare il processo di automazione degli impianti.

La Bertola di Marene ha superato le turbolenze degli ultimi dieci anni e sta, dunque, impostando un nuovo percorso di crescita anche in chiave di internazionalizzazione. In questo contesto va inserita la decisione di Livio Bertola di guidare l’azienda secondo i principi della cosiddetta Edc, Economia di comunione, un modo di fare impresa ispirato da uno dei personaggi più carismatici del cattolicesimo contemporaneo, Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari. Livio Bertola incontra questa realtà nel 1995 e capisce che deve dare una svolta alla sua vita, ma anche al suo modo di essere imprenditore e all’impostazione dell’azienda.

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“Avere la persona al centro dell’azienda, operare per il bene comune, agire nell’impresa in modo corretto e onesto – spiega Livio Bertola – sono i principi che noi vogliamo perseguire. Noi cerchiamo di fare così. Una scelta che ci impegna anche nell’impiego degli utili, che destiniamo in tre parti: agli investimenti in azienda, ad attività formative ispirate alla “cultura del dare” e nell’aiuto agli indigenti. Si tratta di un riferimento ideale che ci sta guidando anche nel rispetto dell’ambiente: noi facciamo lavorazioni che hanno un impatto considerevole, su cui dobbiamo intervenire. Ma ci sono pure conseguenze sul piano dei rapporti con i concorrenti – sottolinea Livio Bertola – L’economia di comunione ci spinge ad avere rapporti buoni non solo con clienti e fornitori, ma anche a cercare di collaborare con altre aziende, magari del nostro stesso settore. Sono principi su cui si stanno impegnando anche i nostri figli operativi in azienda”. Livio Bertola è presidente dell’associazione italiana di imprese che si ispirano ai principi dell’economia di comunione (Aipec).