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Galfrè, funghi porcini e antipasti con il gusto di andare oltreconfine

“Siamo un’azienda che opera in una nicchia, prevalentemente funghi porcini sott’olio o secchi e antipasti – una tradizione culinaria tipicamente piemontese – ma abbiamo sempre cercato di varcare il confine e conquistare il gusto della clientela estera. E’, però, una cosa tremendamente difficile, che faccio almeno da quando avevo 18 anni, proponendoci nelle principali fiere alimentari, da Colonia a Parigi, e cercando importatori e grossisti sensibili al nostro prodotto. Ce la stiamo mettendo tutta, anche ora, nel tentativo di ampliare i nostri mercati, in Europa e oltre, specie con l’arrivo della quinta generazione”. Suona la carica Maurizio Galfrè, titolare con la sorella Luisa, (nella foto)

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dell’omonima azienda fondata nel 1901 dal bisonno Lorenzo a Barge – paese collinare della provincia di Cuneo lungo la direttrice che porta all’affascinante Monviso –. Non ha, infatti, perso l’entusiasmo dei primi tempi quando ha preso sulle spalle l’eredità del padre Mario e del nonno (anche lui di nome Lorenzo, come il fondatore).  “Non smettiamo mai di seminare”, aggiunge Maurizio, parlando dell’export dell’azienda, e racconta di una storia che vede successi – come la trentennale fornitura di funghi porcini secchi in Giappone, o di prodotti sott’olio che campeggiano negli scaffali di importanti punti vendita in Svizzera, oppure la presenza in una catena di supermercati messicani – ma anche faticosi tentativi di penetrare mercati vicini come quello francese o quello spagnolo. Prima delle restrizioni commerciali nei confronti della Russia Galfrè vendeva con un certo profitto anche in quel Paese.

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Il principale ostacolo che Galfrè incontra sui mercati esteri è la non conoscenza del valore del fungo porcino. “In Francia, per esempio – aggiunge Galfrè – si tende a preferire lo champignon, ma è ben altra cosa, non c’è paragone per gusto e profumo con i porcini che trattiamo noi”.

Nonostante le difficoltà oggettive sui mercati esteri, non lascia nulla di intentato Maurizio Galfrè nel suo principale ruolo di responsabile commerciale – supportato dalla moglie Carla -, specialmente ora che sono entrati in azienda i figli Federico e Alberto, con la naturale propensione dei giovani (e le competenze linguistiche) a guardare ben oltre i confini piemontesi e nazionali. Federico, in particolare, che si sta dedicando al commercio con l’estero, ha avviato contatti con la Spagna che potrebbero dare buoni esiti. Nel Paese iberico Galfrè ha partecipato, di recente, anche alle settimane italiane, presentando numerose campionature di prodotti. In Francia, invece, c’è già un piccolo importatore che ha preso a cuore la produzione di Galfrè e sta cercando di introdurla in quel mercato. “Sulla Francia stiamo insistendo a dovere – sottolinea Maurizio Galfrè –  Alla fiera di Lione abbiamo acquisito molti contatti con piccoli clienti molto interessati a noi. Dobbiamo però risolvere il problema di un’eccessiva incidenza dei costi di trasporto”.

“Stiamo combattendo su tutti i fronti”, dice il responsabile commerciale. La battaglia è dura per una produzione, come quella della Galfrè, del tutto voluttuaria nel settore alimentare, cosa che ha provocato una contrazione del fatturato nel 2016, che si è aggirato intorno ai 3 milioni di euro, e che ha portato anche a periodi di cassa integrazione e ai contratti di solidarietà. Ma Maurizio Galfrè non si lascia demoralizzare ed è pronto alle sfide di oggi, forte anche dei 116 anni di storia dell’impresa di famiglia.

www.ghiottogalfre.it

Senso della realtà, prudenza, continui investimenti nelle linee produttive, propensione all’export, qualità in cima a tutto (“Abbiamo sempre puntato sulla qualità dei nostri prodotti e se c’è da scartare il 10% della materia naturale fornita scartiamo il 10%, se si tratta del 30 scartiamo il 30”) sono tra gli elementi che hanno guidato lo sviluppo dell’azienda, sin dal 1959, da quando, cioè, la Galfrè ha lasciato il laboratorio al centro di Barge in cui à nata e si insediata nello stabilimento di viale Torino, ristrutturato una ventina di anni fa, dove lavorano attualmente 25 persone.

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Galfrè vende in Italia soprattutto nelle regioni di Nord-Ovest, dove può essere condivisa e apprezzata, anche se non dovunque in questa area, la cultura alimentare del fungo porcino e dell’antipasto. Galfrè si fornisce di funghi provenienti dall’Europa. L’azienda di Barge rifiuta di trattare funghi dalla Cina. Sia i funghi porcini (sott’olio e secchi) sia gli antipasti (un mix di tonno e verdure) risalgono alla tradizione contadina di conservare alimenti per l’inverno. I prodotti Galfrè sono venduti in Italia presso catene commerciali medio-alte, da Metro a Esselunga, nelle gastronomie specializzate e nella ristorazione. Un forte impulso è stato dato in questi anni alla diversificazione produttiva, unendo alle offerte di funghi porcini e antipasti, anche quelle di carciofini, condimenti e contorni.

Il marchio di punta di Galfrè è “Ghiotto”, la linea di antipasti con tonno. “Si tratta – spiegano in azienda – di una ricetta che unisce tonno di prima scelta di origine portoghese/spagnola a selezionati funghi porcini, in una salsa con aromi freschi e aceto invecchiato, elaborata secondo una tradizionale ricetta creata dal fondatore dell’azienda e tramandata sino a oggi”. Accanto a “Ghiotto”, l’azienda di Barge propone un’ampia gamma di antipasti in flacone da 220 grammi, declinate in diverse versioni, tutte sotto vetro.

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