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Quagliotti (tessiture): la sorpresa di essere “piccoli” e “internazionalizzati”

Incontrare Silvia Quagliotti nel suo ufficio soppalcato all’interno della tessitura di famiglia,

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a Chieri, piccolo ed elegante comune tra le colline torinesi – dove questo tipo di attività è una tradizione che riguarda ormai un gruppo ristretto di imprese, selezionate dal mercato – provoca sempre un senso di sorpresa e di ammirazione. Anche in chi, come me, già conosce la storia dell’impresa, nata nel 1933 per iniziativa di Vincenzo Quagliotti, che porta il nome della famiglia e l’ha raccontata diverse volte (si vedano i precedenti articoli su “A ritmo di export”).

“Siamo piccoli”, dice Silvia Quagliotti (nella foto qui sotto) – e lo ripete spesso, con senso di realismo -.

Ma qui la parola “piccoli” (si tratta, comunque, di una Spa) è associata a un’altra, ormai decisiva per il futuro di imprese che vogliano essere competitive e vogliano avere un futuro: l’aggettivo “internazionalizzati”.

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La Quagliotti di Chieri (che dà lavoro a 25 persone, e Silvia, che è amministratore delegato, si considera tra queste, nel gruppo) deriva, infatti, il suo fatturato (il 2016 si è chiuso a 2,5 milioni circa) per più del 90 per cento dalle forniture all’estero. Lenzuola, federe, copriletto, biancheria da bagno, tovaglie e tovaglioli per la tavola, concepiti e prodotti nella tessitura in strada Cambiano 58, poco fuori dal centro di Chieri, sono l’elemento distintivo di grandi hotel mondiali, ma anche bed and breakfast, relais, dimore, ville, castelli, ristoranti, yacht.

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Trovi la sua biancheria al Ritz di Parigi, rinnovato interamente la scorsa estate (si veda il video),

il video dell’Hotel Ritz a Parigi

oppure all’Hotel de Paris a Montecarlo, o al Beau Rivage Palace di Losanna

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dove è nato tanti anni fa il percorso di internazionalizzazione della Quagliotti, in un cammino alimentato dai viaggi e dai rapporti che Silvia intesse, con costanza e molta fatica, con il mondo dell’hospitality. Tra le nuove forniture, spiccano quelle all’Hotel de la Paix a Ginevra, al Sand hotel di Reykiavik, o al Peninsula di Tokio,  dopo l’ormai storica collaborazione con quello di Hong Kong (si veda il video),

a cui potrebbero seguire, di qui al 2021, quelle ai Peninsula di Istanbul e Londra. “Al Ritz – dice l’amministratore delegato di Quagliotti – siamo fornitori esclusivi e quest’anno festeggiamo dieci anni di collaborazione con l’hotel di place Vendome”. Qui di seguito alcune immagini del Ritz tratte dal sito internet dell’Hotel.

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“La fornitura al Peninsula di Hong Kong- prosegue Silvia Quagliotti –  risale, invece, al 2011. Dopo averci testato, siamo anche stati coinvolti nell’allestimento del ristorante del Peninsula di Parigi. Al Peninsula sono maniaci della qualità ed è proprio ciò a cui miriamo noi, in tutto: qualità delle materie prime, della ricerca dei colori, della produzione, del confezionamento e della presentazione dei prodotti, degli stessi rapporti con i nostri clienti. A loro ci offriamo come partner negli allestimenti. Lo facciamo sin dai tempi della collaborazione con il Beau Rivage di Losanna e ora anche con quello di Ginevra”.

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“Generalmente, le nostre forniture agli hotel sono una diversa dall’altra, non c’è nulla di standardizzato. Non abbiamo una collezione specifica per gli hotel. Tutto è studiato e concepito in rapporto con le esigenze del cliente”.

Ma non c’è solo l’estero nei pensieri di Silvia Quagliotti e dei suoi collaboratori: pian piano torna la clientela italiana – sottolinea. – A Milano, da diversi anni forniamo anche l’Armani Hotel e potremmo, a breve, contribuire pure all’allestimento del loro ristorante. Lavoriamo con eccellenze come la Palazzetta del Vescovo a Fratta Todina, in Umbria,

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oppure, nelle Langhe cuneesi, il Relais Einaudi a Dogliani e Le Uve rooms & wine bar alla Morra”.

Intanto, si sta affacciando in azienda la quarta generazione, dopo il fondatore, Vincenzo Quagliotti, i figli Nanni (papà di Silvia) ed Eugenio, e la stessa Silvia e il cugino Vincenzo. Si tratta di una delle figlie di Silvia, Eleonora, 26enne, architetto: la giovane si sta gradatamente occupando della struttura organizzativa dell’azienda, segue i progetti di allestimento e lavora sugli stand di Quagliotti nelle principali fiere internazionali e italiane di settore (da Maison&objet a Parigi alle diverse edizioni del Salone del mobile).

La Quagliotti di Chieri prosegue poi nell’adeguamento tecnologico dei propri macchinari, con investimenti recenti in nuovi telai,

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sempre seguendo una consuetudine familiare che non è stata mai tradita: “Autofinanziarsi, mai lavorare con le banche” – sottolinea Silvia Quagliotti –

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-. E’ quello che ci ha salvato negli anni più difficili, soprattutto tra 2009 e 2010”.