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Il bedding italiano cresce del 17,7% nella prima metà del 2016. Francia, Germania e Corea del Sud trainano l’export

Il fatturato del bedding italiano (le imprese che producono materassi, reti, letti e altri componenti dei sistemi per dormire) è cresciuto del 17,7% nella prima metà del 2016, con Francia, Germania e Corea del Sud ai vertici nella classifica delle destinazioni dell’export. Per un bilancio e per le strategie future del settore si veda l’articolo in questo stesso blog “Il grande mercato della Cina si apre ai produttori italiani di reti, materassi e cuscini”.

In questo quadro positivo spicca però un dato negativo: il mercato russo è in continuo declino. Nel 2015 – si legge nel country report presentato a Berlino alla diciassettesima assise dell’European bedding industry association (Ebia)

Il sito internet di Ebia

che si è svolta a fine settembre scorso  –

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il settore, in Italia, aveva fatto registrare una lieve diminuzione nel fatturato (-1,4%), ma se si esaminano i dati dei soli comparti materassi e reti il bilancio 2015 si rivela di segno positivo con un complessivo + 2,1% nelle vendite (532,9 milioni di euro) e + 4,9 nei volumi. “L’Italia – sottolinea il documento di Ebia – ha bisogno di una qualificazione nella cultura del sonno, a beneficio del commercio e degli stessi consumatori”.

L’Italia, nel confronto con le altre nazioni rappresentate all’interno dell’Ebia, non sfigura affatto, anzi, eccelle. Il Belgio è cresciuto dell’1,5% (a 388 milioni di euro) nel 2015 e il fatturato del primo quarto del 2016 ha fatto registrare un incremento del 4,7 per cento. In Francia il 2015 si è chiuso con vendite cresciute del 4,1% e a fine giugno 2016 il fatturato complessivo era cresciuto del 7,6% sullo stesso periodo dell’anno precedente. In Olanda i primi sei mesi di quest’anno hanno registrato tra il 7 e il 10% in più nelle vendite di materassi al dettaglio. In Gran Bretagna, invece, il bedding nel primo quarto del 2016 ha ottenuto un incremento del 9% nel fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno prima.

A Berlino, quest’anno, Ebia ha voluto focalizzare l’attenzione del settore sul riciclo dei prodotti usati. Un tema di così grande importanza che sarà il tema centrale della riflessione anche nell’assise che si svolgerà 2017 dal 28 al 29 settembre a Madrid, come ha spiegato alla conferenza stampa conclusiva dell’Ebia il presidente, Philipp Burgtorf:

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“Rimane l’agenda del prossimo anno. Dobbiamo agire sulla responsabilità delle imprese del settore, individuare soluzioni tecniche in un clima di dialogo tra i partner e in rapporto con la Commissione europea e sostenere, infine, un cambio di mentalità tra gli stessi consumatori perché comprendano che il riciclo è conveniente”.

Al congresso berlinese hanno portato le loro esperienze nella cosiddetta “economia circolare” realtà del settore come Covestro, Europur, Recyc-Matelas, Biocrystal, Recticel, Eco-Mobilier, Fedustria, Cbm e la statunitense Ispa. E inoltre, Latexco, BekaertDeslee, LeggettPlatt e British vita.

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Il gruppo italiano delle imprese del bedding (aderente a FederlegnoArredo) – guidato da Loris Bonamassa – sta esaminando attentamente la problematica del riciclo dei materassi usati e a ottobre potrebbe arrivare a una proposta ufficiale da presentare al Governo.