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H-Farm, “alleanza” con i cinesi di Qwos per “esportare” start up italiane

La Cina è pronta a sostenere finanziariamente start up innovative italiane in grado di entrare nel suo vasto mercato. E’ il frutto di un’”alleanza” siglata ieri tra H-Farm, piattaforma di innovazione e acceleratore di imprese a Roncade (Treviso) – quotata in Borsa da fine 2015 al segmento Aim -, e Qwos, uno dei principali operatori nell’intermediazione di investimenti cinesi a livello globale e specialmente negli Usa. Hanno siglato l’intesa a Ca’ Tron di Roncade, per H-Farm, il cofondatore Maurizio Rossi, e per Qwos, la presidente Ying Ding.

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I due partner daranno vita a al “Marco Polo Accelerator Program” che, come dice il titolo, si ispira al grande mercante e viaggiatore veneziano. I rappresentanti di H-Farm e Qwos si sono conosciuti all’inizio del 2016 e, in breve tempo, si sono accordati attorno a questo programma che li vedrà impegnati entro fine anno nell’attività di selezione dei candidati e, dal prossimo anno, nell’attuazione dell’accordo. Per parte cinese, si tratta di trovare investitori e di individuare modalità di accompagnamento delle start up italiane prescelte a entrare nel complesso mercato cinese. Per parte italiana, il compito è la formazione e la preparazione delle imprese innovative al “grande salto” in Oriente, grazie alla consolidata esperienza acquisita da H-Farm nel sostegno all’innovazione digitale.

Il programma ha l’obiettivo di consentire a un numero minimo di cinque e massimo di dieci start up innovative italiane di affrontare il mercato cinese. Per fare questo gli investitori cinesi metteranno a disposizione fino a due milioni di euro, 200mila (120mila cash, 80mila in servizi) per ogni progetto sostenuto. Per le candidature a partecipare al Marco Polo Accelerator Program c’è tempo fino al prossimo 30 novembre.

Il programma di accelerazione durerà 4 mesi e prenderà avvio nei primi mesi del 2017. Nessun ambito è precluso: potranno inviare il proprio progetto start up italiane innovative già iscritte nel Registro della Camera di commercio. Un occhio di riguardo verrà riservato ai team che, con la loro idea, punteranno a esportare l’eccellenza made in Italy in Cina. Ad ogni start up verrà erogato un sostegno garantito da un numero massimo di 4 investitori individuati da Qwos, grazie al quale ciascuna impresa potrà sviluppare e far crescere il suo progetto. Qwos metterà a disposizione il proprio network di finanziatori e imprenditori, interessati ad investire in progetti che esaltino il talento delle start up italiane e il made in Italy da esse sviluppato; aiuterà le start up ad affrontare il complesso iter burocratico connesso all’implementazione del loro business nel mercato cinese e infine, grazie alla partnership con Tsinghua University, attribuirà alle giovani imprese due studenti Mba che affiancheranno gli startupper per facilitare l’ingresso e il radicamento del loro business nel mercato cinese.

Al termine del percorso di accelerazione Qwos organizzerà un “Demo Day” a Pechino, una giornata in cui i team selezionati avranno l’occasione di presentare la propria start up a imprenditori interessati a investire in un progetto altamente innovativo.

Per info e per l’invio della candidatura

La presidente Ding Yong (nella foto con il vicepresidente Liu Xipu),

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nel corso della cerimonia per la sigla dell’accordo, ha sottolineato che “i cinesi sono sempre di più alla ricerca di opportunità all’estero” e si è detta convinta che “questa rinnovata via della Seta offrirà occasioni a entrambe le parti con uno sviluppo su misura”. E che la Cina bussi sempre di più alla porta dell’Italia lo ha ribadito la stessa Ding Yong ricordando che lo scorso marzo all’Ambasciata italiana a Pechino aveva espresso la volontà cinese “di seguire lo spirito di Marco Polo e di stringere sempre di più l’amicizia tra i due Paesi”. “Tra sei mesi vedremo sicuramente i frutti di questo accordo  – ha concluso – vi aspettiamo a Pechino”.

Timothy O’Connell (nella foto è l’ultimo a destra),

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direttore dei programmi di accelerazione di H-Farm, ha però ricordato “quanto sia oggi complesso il mercato cinese” sottolineando l’importanza di aver conosciuto Qwos: “Sono convinto che questo programma rappresenti una grande opportunità per le startup italiane; daremo loro tutti gli strumenti necessari a farle crescere e diventare competitive in un mercato in forte crescita come quello cinese”. Gli ha risposto Ding Yong affermando che “che grazie a questa cooperazione, sempre più imprenditori e investitori cinesi potranno conoscere l’ecosistema italiano e quindi investire in startup italiane”.

Maurizio Rossi (nella foto)

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ha inquadrato l’accordo nelle “strategie di espansione internazionale” che H-Farm sta perseguendo da tempo, nel rapporto con analoghe esperienze per le start up in Israele, Stati Uniti e in Europa. Ma l’intesa con i ciniesi di Qwos è sicuramente un passo nuovo, il primo di questo genere: “Constato una vicinanza tra il nostro e il loro sistema industriale e vedo ancora più opportunità in Cina che non nella Silicon Valley. E poi c’è in Cina una nuova generazione di giovani che porta necessariamente noi a guardare all’Est”.

Che cosa è H-farm

H-Farm è una piattaforma d’innovazione nata nel 2005 per iniziativa di Maurizio Rossi e Riccardo Donadon (nella foto)

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in grado di supportare la creazione di nuovi modelli d’impresa e la trasformazione ed educazione delle aziende italiane in un’ottica digitale. Strutturata come un campus, dove oggi lavorano direttamente e indirettamente oltre 550 persone, è considerata come un unicum a livello internazionale. H-Farm unisce l’incubazione e l’accelerazione per nuovi business ai servizi di digital transformation rivolti alle imprese tradizionali che vogliono affacciarsi proprio al mondo digitale.

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Video su H-Farm

Il fatturato 2015 ha raggiunto quota 24,8 milioni di euro. E’ in via di preparazione l’aggiornamento al 30 giugno 2016. Nell’arco di soli dieci anni H-Farm ha avuto uno sviluppo impetuoso e oggi conta su sedi in Italia (Ca’ Tron Head Quarter a Roncade e Milano), Usa (a Seattle), Uk (a Londra) e India (a Mumbai) e su 270 dipendenti. Il settore educativo di H-Farm è in forte espansione con scuole innovative che vanno dall’asilo ai master. In questo ambito ha previsto un investimento di 5 milioni fino al 2018.