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Deposito materia prima

Vigolungo Plywood (compensati) punta ai grandi mercati, da Est a Ovest: Cina, Giappone e una presenza più qualificata negli Usa

“Contatti interessanti in Giappone”, “prime attività con la Cina”, “possibilità di una rinnovata rete commerciale negli Stati Uniti, dove la domanda è forte”. Emilio Vigolungo, amministratore delegato e responsabile commerciale Italia ed estero della E. Vigolungo di Canale d’Alba (e con punto vendita di pannelli commercializzati a Piobesi Torinese) traccia con queste tre frasi gli obiettivi di mercato che potrebbero dare ulteriore slancio nei prossimi anni a un’azienda che, specializzata nella produzione di compensati e multistrati prevalentemente da pioppo, si è avvicinata ai risultati di fatturato pre-crisi: 27,5 milioni nel 2015 contro i 28 del 2007. Ricavi che, dall’anno più “difficile”, quello del 2012, sono cresciuti progressivamente: dal +22% del 2013 al +5% del 2014 al +17% dell’anno scorso. Anche i primi due mesi del 2016, sottolinea Emilio Vigolungo, hanno fatto registrare incrementi,intorno al20% sugli stessi periodi dell’anno prima.

La ricerca di nuovi mercati vede, dunque, l’azienda di Canale spaziare da Est a Ovest del Pianeta. Ai primi passi in Giappone e Cina si aggiunge ora una nuova consapevolezza delle potenzialità rappresentate dal Nord America, specie gli Usa, mercato dove la Vigolungo è già presente tramite importatori con risultati incoraggianti. L’azienda ha approfondito in questi ultimi anni la sua penetrazione sui mercati internazionali e circa il 40% delle vendite sono dirette all’estero. Un dato che sale al 52% se si prende solo la produzione del nuovo sito di Canale (la In.Co di Piobesi Torinese svolge infatti un’attività di commercio di tutti i pannelli a base legno solo sul territorio del Nord-Ovest italiano).

Le nuove mète nella proiezione oltreconfine di Vigolungo si inseriscono in un export che vede direttrici di vendita già consolidate nel tempo, come i mercati del Regno Unito, del Benelux, della Francia, di Austria e Germania e, al di là dell’Europa, Usa e Oceania (sia Australia sia New Zeland). In Europa l’azienda ha trovato sbocchi promettenti in Spagna e anche nei Paesi dell’Est (tra cui, in particolare, la Polonia). In Medio Oriente la Vigolungo ha aperto canali commerciali con Israele.

L’azienda di Canale (con headquarter in regione Clementina, dove sta per cessare l’ultima parte delle produzioni, ormai tutte trasferite negli altri due stabilimenti) è riuscita a reggere l’impatto dei cambiamenti che hanno interessato il settore dei compensati. “Tra 2012 e 2013 – dice Emilio Vigolungo, che condivide con la sorella Vera (personale) e il fratello Stefano (produzione) il ruolo di amministratore delegato – hanno chiuso i battenti alcune grandi realtà del nostro settore, abbassando del 30-35% la quota di produzione italiana. Noi, come altre imprese concorrenti, siamo riusciti a superare il periodo più difficile attestantdo la nostra produzione intorno ai 200 metri cubi giornalieri, su un totale che si aggira sui 300mila metri cubi in Italia”.

Il buon andamento dell’azienda ha permesso di incrementare il numero degli occupati saliti oggi a 128 unità, comprese le risorse impegnate nello stabilimento di Piobesi, rilevato nel 2006. Il completamento del totale trasferimento di produzione nel nuovo sito industriale, tra le colline del Roero cuneese, dovrebbe permettere l’assunzione di altro perdonale.

I risultati positivi fatti registrare all’estero e in Italia (dove è stata ringiovanita e riorganizzata la rete commerciale) derivano anche da un indirizzo industriale che ha imboccato da diversi anni la strada della diversificazione della clientela. Infatti il pannello di compensato della Vigolungo è ora venduto non solo per il tradizionale mercato dei veicoli ricreazionali (camper e roulotte) e della nautica, ma anche nell’automotive e negli allestimenti internidell’edilizia (ad esempio le porte). La produzione è stata orientata verso un’ampia offerta di compensati, diversi per spessore, dimensione e stratificazioni, anche nobilitati con carte, laminati, pvc, o verniciati.

Vigolungo acquista la propria materia prima (pioppo) prevalentemente in Piemonte e in Lombardia. La scelta del pioppo, in particolare, deriva oltre che dalla sue caratteristiche meccaniche e fisiche, anche dal breve ciclo di vita e di sviluppo di queste specie ad alto fusto, vero “oro verde” delle pianure del Nord-Ovest,  che si completa nell’arco di circa dieci anni, rendendo facilmente rinnovabili le aree agricole coltivate in seguito all’abbattimento.Gli impianti della Vigolungo garantiscono tutto il ciclo di lavorazione: dalla scortecciatura dei tronchi alla sfogliatura, e poi, essicazione, incollaggio, composizione, pressatura, squadratura e levigatura.

L’azienda, così come appare oggi, muove le prime mosse a a metà degli anni 60 quando Emilio Vigolungo, nonno dell’attuale amministratore delegato Emilio pensa di diversificare l’attività dell’azienda di famiglia (cucine e mobili) ed inizia la produzione di pannelli compensati, che permette, essendo più meccanizzata, di usufruire di mano d’opera meno specializzata.

La Vigolungo nasce nella seconda metà dell’Ottocento per opera di Giovanni Vigolungo, artigiano falegname a Benevello, paesino delle alte Langhe albesi che il figlio Pietro lascia nel 1919, in seguito alla crisi del primo dopoguerra, per trasferirsi a Borbore, zona più dinamica sull’asse Torino-Alba. Qui Pietro sviluppa una notevole attività artigianale di mobili in genere e camere da letto in stile barocco piemontese in particolare; quando già occupava una ventina di operai muore tragicamente sotto una catasta di tavole di legno messe ad essiccare, lasciando il figlio Emilio appena diciassettenne che diventerà l’artefice del passaggio dalla grande bottega artigianale all’industria.

Verso la fine del 1966 subentra in azienda il figlio di Emilio, Pietro, che, partendo da una buona base teorica appresa all’Ecole Supèrieure du Bois di Parigi, apporta nuovi elementi tecnologici per cui tutti gli sforzi sono concentrati nella nuova attività dei pannelli compensati e multistrati. L’azienda, superando anche non facili periodi, progressivamente si espande e, facendo ricorso a tecnologie ed attrezzature più competitive, aumenta sempre di più negli anni Ottanta e Novanta le quantità e le tipologie di prodotti fino all’ingresso dell’ultima generazione dei Vigolungo, figli di Pietro, attuale presidente: Emilio, inseritosi dal ’97 nel settore commerciale, Vera, dal 2004 (amministrazione e personale) e Stefano, dal 2006 ( settore tecnico-produttivo e approvvigionamento della materia prima).

Il sito di Vigolungo, compensati e multistrati

</span></figure></a> Fase di squadratura
Fase di squadratura
</span></figure></a> Fase di squadratura
Fase di squadratura
</span></figure></a> Fase di spedizione
Fase di spedizione
</span></figure></a> Fase di spedizione
Fase di spedizione
</span></figure></a> Impianto di scortecciatura
Impianto di scortecciatura
</span></figure></a> Impianto di sfogliatura
Impianto di sfogliatura
</span></figure></a> Fase di scortecciatura
Fase di scortecciatura
</span></figure></a> La levigatura
La levigatura
</span></figure></a> Incollaggio, composizione e pressatura
Incollaggio, composizione e pressatura
</span></figure></a> Incollaggio, composizione, pressatura
Incollaggio, composizione, pressatura
</span></figure></a> Essicatura
Essicatura
</span></figure></a> Deposito tronchi
Deposito tronchi
</span></figure></a> Essicatura
Essicatura
</span></figure></a> Coltivazione del pioppo
Coltivazione del pioppo
</span></figure></a> Emilio Vigolungo
Emilio Vigolungo
</span></figure></a> Stefano (a sinistra) ed Emilio Vigolungo
Stefano (a sinistra) ed Emilio Vigolungo
</span></figure></a> Lo stabilimento Vigolungo in regione Torretta a Canale d’Alba
Lo stabilimento Vigolungo in regione Torretta a Canale d’Alba
</span></figure></a> Stefano (da sinistra), Vera e Emilio Vigolungo
Stefano (da sinistra), Vera e Emilio Vigolungo