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Gruppo Saviola “saggia” con i suoi mobili in kit il mercato Usa

Fornisce oggi, in Europa, mobili in kit a colossi come Ikea, Leroy Merlin e Brico deco, ma ora ha deciso di “saggiare” un mercato enorme – e promettente – come quello degli Stati Uniti affidandosi, per il momento, alle piccole catene distributrici dell’arredamento fai-da-te americano. A questa nuova frontiera è approdato il Gruppo Saviola con la sua business-unit Composad che realizza (dal 2000) mobili da montaggio per ufficio, camere da letto, soggiorno, cucina e bagno negli stabilimenti di Viadana (Mantova). L’avvio, prudente ma deciso, negli Usa, è il primo passo di un cammino che dovrebbe concludersi con l’approdo alle catene distributrici a stelle a strisce più diffuse. Composad è la dimostrazione più eloquente di quanto il gruppo Saviola abbia deciso nel 2016 di spingere a fondo l’acceleratore sui processi di internazionalizzazione.E se dietro alle strategie ci sono sempre degli uomini (e donne) che giocano la loro scommessa, questa è sicuramente una delle partite più sfidanti che sta giocando il presidente Alessandro Saviola, alla guida del gruppo dal 2009 quando aveva solo 36 anni, dopo la morte del padre, Mauro, ed entrato in azienda a 21 anni, nel 1994, “facendosi le ossa” in tutte le attività del gruppo.

A Viadana, dove funzionano gli stabilimenti dei mobili in kit di Composad, ha preso le mosse nel 1963 l’attuale gruppo industriale nato dal genio imprenditoriale di Mauro Saviola che, con la sua prima azienda, la Sadepan , sull’esempio di un’impresa tedesca visitata da lui nel primo dopoguerra, aveva avviato in Italia la produzione di pannelli truciolari utilizzando rami d’albero triturati e poi pressati. Dal 1997, però, l’azienda mantovana produce pannelli truciolari interamente ecologici in quanto frutto della trasformazione di legno post-consumo (mobili, cassette in legno, pallet) raccolto in tutt’Italia e in Europa, attraverso una capillare rete di centri (ventuno) e settanta autotreni di proprietà.

I kit di Composad rappresentano, come spiega il presidente Alessandro Saviola, “la sintesi del Gruppo, essendone il concentrato finale”. Infatti, alla business-unit, è stato dato, all’interno della holding, la mission di attribuire valore aggiunto al prodotto-cardine dell’azienda mantovana, il pannello truciolare interamente ecologico, e di far sì che possa avere un appeal speciale all’esportazione. “Con la crisi c’è stata una contrazione molto forte nel truciolare – rileva il presidente – E’ vero che nel 12014 si è registrata un’inversione di tendenza, ma siamo ancora lontani dai livelli pre-crisi”. Per favorire la spinta mondiale di Composad, il Gruppo ha messo in campo investimenti in capacità produttiva che nell’arco di alcuni anni ammonteranno a una quindicina di milioni, due dei quali già spesi negli stabilimenti di Viadana.

Nel mirino di Composad, in questo cammino convinto di internazionalizzazione, non ci sono solo gli Stati Uniti, ma anche altri mercati, più vicini e più lontani ancora. “Puntiamo al rafforzamento delle vendite di mobili in kit in Germania, Austria e Svizzera, prima grande area del nostro export – spiega il presidente – come pure in Francia e Danimarca, rispettivamente nostri secondo e terzo mercato di riferimento. Ma da quest’anno in poi vogliamo consolidare l’area scandinava (Norvegia, Finlandia e Svezia), sostenere i già positivi risultati in Medio Oriente (soprattutto a Dubai, dove il fatturato è cresciuto da 1 a 4 milioni nel 2015) e concretizzare i primi contatti con la Cina”. Il management di Composad è ottimista sulla riuscita di questo sforzo di internazionalizzazione tant’è che si è dato l’obiettivo di un budget complessivo a fine anno a quota 110 milioni, contro i 92 del 2015 e gli 86 del 2014. La spinta internazionale del Gruppo – da tempo con stabilimenti anche in Argentina (per il pannello truciolare) e in Belgio (nella settore chimico), un centro stile in Germania, 13 stabilimenti tra Italia ed estero e complessivi 1.360 dipendenti e un fatturato 2015 a 548 milioni – è la principale caratteristica delle strategie aziendali. Anche sul pannello truciolare ecologico nobilitato, sottolinea il presidente Saviola, “vogliamo diventare il punto di riferimento mitteleuropeo, come pure in Gran Bretagna. Anche nel nostro settore chimico puntiamo all’export, specie con i fertilizzanti agricoli: vogliamo provare la strada dell’Estremo Oriente”.

 

 

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Saviola Alessandro
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