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Gobino, le fave del cacao

Le Pmi piemontesi si “smarcano” con successo all’estero – Gli esempi di Agla, Famar, Fratelli Casalegno, Gobino e Space 2000

Nel cammino delle imprese piemontesi in anni segnati dalla crisi l’incontro con i mercati esteri extra Ue è diventato sempre più frequente. Secondo l’elaborazione del centro studi di Unioncamere Piemonte per “Il Sole 24 Ore”, nel 2008 l’export subalpino verso Paesi della Ue a 28 era pari a 25,3 miliardi di euro e rappresentava il 67% del totale delle esportazioni; una quota scesa nel 2014 al 57% (24,6 miliardi) del valore complessivo dell’export. Dieci punti percentuali in meno, dunque, che sono andati a ingrossare la quota di esportazioni piemontesi nei Paesi extra Ue, passata dal 33% del 2008 (12,7 miliardi) al 43% (18,2 miliardi) del 2014. E nel primo semestre 2015 l’export extra Ue è stato il 45,5% del totale venduto oltre confine.

Che questo sia il trend lo mostrano anche i cambiamenti nella classifica dei Paesi di destinazione delle esportazioni piemontesi. Nella “top 12” del 2014, rispetto a quella del 2005 sono comparsi Cina, Brasile e Russia (che, colpita dalle sanzioni, ha però perso quota nel primo semestre 2015) e sono usciti Olanda, Austria e Giappone. Dal Centro estero per l’internazionalizzazione del Piemonte si fa presente che le Pmi piemontesi stanno lavorando non solo sulle grandi mète ma anche su destinazioni meno importanti e tuttavia foriere di business.

Confrontando poi le quote sul totale export dei diversi comparti nel 2014 con quelle registrate nel 2005, nell’elaborazione di Unioncamere risultano in crescita quella dei mezzi di trasporto (passata da 23,4% del 2005 a 24,8% nel 2014), quella dell’alimentare (da 8% a 10,1%), quella della chimica (da 5,8% a 6,2%). La quota del tessile invece è scesa, passando dal 9,7% all’8 per cento.

Le rotte dell’export piemontese emergono anche parlando con imprenditori e manager. Francesco Casalegno, per esempio, con la sua azienda (Fratelli Casalegno) di Cambiano (Torino) ha trovato nuovi sbocchi ai prodotti (trofei sportivi) puntando sull’Africa subsahariana (Uganda, Kenia, Mozambico, Angola, Zambia), mentre ha consolidato i rapporti commerciali con i Paesi del Maghreb. In Asia, invece, sta instaurando legami importanti lungo la “via della seta”, dall’Armenia alla Georgia, dal Kazakistan al Tagikistan, fin verso la Mongolia.

Al cioccolatiere torinese Guido Gobino «il buon lavoro di un importatore a Hong Kong» sta permettendo di gettare un ponte per la sua produzione verso la Cina. Ma Gobino gioca veramente a tutto campo, spaziando dai Paesi arabi ai mercati europei (Inghilterra, Germania, Olanda, Svizzera) e all’Australia. Anche partecipando alla rete di imprese Exclusive Brands Torino.

Con Cina e Giappone sta tessendo rapporti il vinificatore di Barbaresco (Cuneo) Valter Musso, che negli ultimi due anni ha battuto con successo nuove rotte e ha venduto i suoi vini nell’Europa del Nord (Svezia, Norvegia e Finlandia), negli Emirati Arabi e nel Far East (Singapore, Thailandia e Hong Kong).

Fortemente radicata nell’Europa è la Agla di Sant’Ambrogio di Susa(Torino) che però spazia oltre i confini dell’Unione europea grazie alle imprese di cui è fornitrice. Il direttore industriale Luca Bonù rivela, infatti, che l’impresa torinese (settore meccanico) con i suoi smorzatori, sta impostando collaborazioni molto promettenti nel truck: in Europa con Iveco, negli Usa con Volvo.

Un’altra Pmi, la Famar di Avigliana (Torino), nota nel settore delle macchine utensili per il suo tornio verticale a mandrino capovolto, guarda all’Europa ma anche oltre. «Ci stiamo rafforzando in Germania, nostro mercato di riferimento» sottolinea il fondatore e presidente Fausto Marinello, che parla di un potenziamento dell’export anche in Cechia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Est della Francia. Famar, inoltre, sta sondando il Giappone e già opera con clienti in Cina e Corea del Sud. L’azienda di Marinello ha ottenuto commesse anche nella ricerca petrolifera: le sue macchine utensili operano sui giunti petroliferi in Romania, Argentina, Messico e Stati Uniti.

Ancora il Far East negli obiettivi di un’altra azienda piemontese, la Space 2000 di Baldissero Canavese (Torino), che opera nell’abbigliamento. Nota per il brand Bomboogie, con il marchio Ai-rider e il suo prodotto di punta (il giubbotto con occhiali compresi nel cappuccio) – come spiega l’ad Manuele Musso – sta raccogliendo successi, negli ultimi due anni, soprattutto in Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong e Giappone. E con la produzione in Cina o in Myanmar si sta radicando in quei territori e in Paesi come il dinamico Vietnam.