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Fratelli Casalegno (trofei sportivi): la coppa del mondo si vince viaggiando e innovando

Riuscire a bloccare a una scrivania Francesco Casalegno non e’ impresa facile. Tra viaggi all’estero a incontrare grossisti di trofei sportivi e visite di clienti stranieri che vogliono visionare di persona la sua azienda, a Cambiano, a pochi chilometri da Torino, il momento per fare bilanci e’ un surplus. C’e da fare, da incontrare, da organizzare… Un partner della società ha aperto un punto vendita in Cina e non c’è un attimo di respiro. “Vendere i nostri prodotti in Cina – sottolinea – è la sfida del futuro per la Fratelli Casalegno. E’ presto per fare bilanci ma i primi riordini cominciano ad arrivare. Se il buongiorno si vede da mattino…”.
Non e’ per scortesia, ma e’ l’intensita’ dei rapporti commerciali a rendere a Francesco un affare complicato fare uno stop per un bilancio dell’attivita’. “Non posso, ho i libanesi in visita. Settimana prossima sono a Parigi…”. Francesco ha sempre la valigia pronta per portare nel mondo le sue collezioni di coppe (l’azienda produce esclusivamente le tazze dei trofei e le vende ai grossisti che assemblano i pezzi fino a fare il trofeo completo da proporre ai negozianti). In sei mesi e’ stato in Inghilterra, Stati Uniti, Cina, Hong Kong e Giappone, tre volte in Austria, due in Francia, due in Germania, due in Spagna, e poi Repubblica Ceca, Israele, Slovacchia. Da solo. “La scelta di seguire personalmente i distributori – spiega – è dettata dal fatto di impostare le linee guida della distribuzione in ogni Paese, accordi che si possono fare solo a livello di proprietà”.
La Fratelli Casalegno (40 dipendenti, due unita’ produttive contigue, fatturato 2013 a oltre 6 milioni e una progressione in continua crescita anno per anno, +13 per cento sul 2012 e previsione 2014 in lieve rallentamento, +8 per cento), vende coppe di trofei sportivi in 70 Paesi, con una copertura del mercato mondiale nel settore di questi prodotti in metallo che raggiunge la quota del 50 per cento. Le coppe delle collezioni della azienda dei Casalegno vanno in tutto il mondo e si segnalano per lo stile e la creativita’. “Quando mio papà ha cominciato – dice Francesco – siamo stati i primi a realizzare disegni sulle coppe. Oggi io e mio fratello portiamo avanti questa tradizione che ci ha sempre contraddistinto. Mio fratello Andrea e’ il designer di tutti i nostri modelli; ha un dono speciale: tutto quello che disegna piace, ed e’ una soddisfazione enorme per noi e i nostri collaboratori vedere sollevare da campioni le nostre creazioni, anche se nessuno lo sa. Ma a noi questo basta”.
Le coppe della Fratelli Casalegno vanno fino in Sud America, nel Sud Est Asiatico, ma il territorio “segnato”, quello che l’azienda intende “proteggere” innanzitutto e’ quello europeo. I suoi concorrenti principali sono in Italia e in Cina. I fattori competitivi di questa azienda a guida familiare le cui origini sono in quella “Lanfranco Margherita” (il nome della mamma dei fratelli Casalegno) fondata dal papa’ Vincenzo nel 1978, sono racchiusi in tre concetti: avere proprie collezioni di qualita’, buoni prezzi e tempi di consegna rapidi. La decisione di offrire ai grossisti proprie collezioni di coppe e’ stata una tappa decisiva per l’azienda: “Risale – ricorda Francesco – al primo giorno quando papà si è imbarcato in questa avventura. La differenza è che prima i nostri clienti portavano loro i disegni e noi realizzavamo. Oggi creiamo noi la collezione e loro scelgono quello che più si addice al loro mercato. Abbiamo capito che dovevamo capovolgere il sistema: essere noi i propositori e farci un magazzino. Non si puo’ andare a in giro per il mondo a vendere senza avere un magazzino rifornito”.
Ora la Fratelli Casalegno sta giocando un’altra partita: “Proteggendo il nostro core business, che e’ la produzione di coppe in metallo – dice Casalegno – il nostro obiettivo e’ la fornitura ai clienti di altri componenti accessori per la creazione di linee esclusive e innovative di trofei. Questo comporta anche lo studio e l’applicazione di nuovi materiali e tecniche che permettano di creare un design unico a costi contenuti. Abbiamo cominciato l’anno scorso con il gambo dei trofei che un’azienda della Malesia produce per noi in plastica; mio fratello ha cominciato a fare su suo disegno le basi in metallo. Vogliamo diventare sempre di più un punto di riferimento per i nostri distributori che potranno trovare da noi tutti i componenti dei quali avranno bisogno per creare i loro cataloghi”.
Papa’ Vincenzo osserva soddisfatto l’intraprendenza dei figli. E torna spesso col pensiero all’inizio di tutto. A quando – si era agli inizi degli anni 70, e da capo officina in un’azienda a Torino di ricambi per auto – diede ascolto a un invito, arrivato quasi per caso, da due conoscenti che gli proposero di mettersi nel mercato delle coppe. “Comincio’ – ricorda Francesco Casalegno – pur senza mai lasciare il suo lavoro principale, vendendo coppe in un garage. Allora si facevano ancora in ottone tornito, le prime coppe economiche erano prodotte con particolari dei lampadari. Le cose erano promettenti: acquisto’ una pressa, che preparava la sera, e diede lavoro alla moglie e a un operaio”. Storie pioneristiche che, con il raggiunto diploma alla scuola Arti e mestieri da parte dei fratelli Casalegno, trovano la prima svolta: abbandonare la vendita del solo prodotto grezzo per arrivare a creare e offrire un proprio prodotto: “Decidemmo così di passare alla metallizzazione”.

Il sito di Fratelli Casalegno