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Storci (macchine per la pasta): pasta fresca, piatti pronti, couscous e no glutine, le “frontiere” che danno ancora più gusto all’export – foto –

A Collecchio, in provincia di Parma, opera un’azienda “che da sola rappresenta il 40% del mercato mondiale delle macchine per la realizzazione della pasta”. Anzio Storci, presidente e fondatore dell’impresa descrive cosi’ nella sua essenzialita’ il traguardo raggiunto dalla sua “creatura” in poco più di vent’anni di attività (è nata nel 1991). E uno dei due ad, il figlio Michele Storci, (l’altro amministratore delegato è il fratello Simone, nella foto il primo è a destra del padre il secondo alla sua sinistra) assicura che, dopo l’accordo, nel 1995, con la consociata Fava, importante società del settore con sede a Cento, il gruppo e’ cresciuto fortemente e deve ora l’80 per cento del suo fatturato, in modo diretto o indiretto, alle vendite di macchinari all’estero. Almeno in una quindicina di Paesi. E se “parte importante della nostra produzione è negli estrusori e accessori per la pasta secca, attività che svolgiamo per conto di Fava”, aggiunge Michele Storci, la proiezione estera si gioca molto oggi anche sulle macchine per pasta fresca, per piatti pronti, per il couscous e per la pasta senza glutine.
“La pasta fresca è un settore in evoluzione e in forte espansione, ci siamo entrati decisamente un paio di anni fa – sottolinea l’ad Michele Storci – abbiamo fatto importanti investimenti in questo campo”. “Riteniamo – aggiunge poi il presidente – che la diversificazione sia molto importante”. Il direttore commerciale Silvio Valesi conferma l’impegno del gruppo nei settori innovativi: “La promozione delle nostre linee per piatti pronti si sta intensificando non solo in Italia, che resta il nostro mercato di riferimento, ma anche in Paesi come Stati Uniti, Francia e Regno Unito dove il consumo del piatto pronto appartiene allo stile di vita abituale”. E’ il caso di piatti pronti come la lasagna, il più diffuso nel mondo: “Abbiamo dimostrato la nostra capacità di innovazione realizzando soluzioni per produrre lasagne precotte e condite parzialmente o totalmente automatizzate anche nella parte relativa al confezionamento della vaschetta”.
Le macchine per il couscous hanno aperto da tempo a Storci (in collaborazione con Fava) il mercato maghrebino, specialmente nel tratto di linee produttive iniziali. “Siamo presenti con i nostri macchinari – sottolinea Michele Storci – in Africa e soprattutto in Algeria che la fa da padrona in questo settore. Ma anche nei Paesi del Golfo e in Arabia Saudita”. Il “caso couscous” dimostra che l’impegno di Storci nei settori innovativi va di pari passo con la prosecuzione dell’attività nella pasta secca che risulta una carta vincente particolarmente nei Paesi in crescita.
L’azienda di Collecchio ha sviluppato negli ultimi anni anche una forte attenzione verso i mercati dell’ex Unione Sovietica, in Russia come in Kazakistan, Uzbekistan e Kirgistan. In Russia, per esempio, è in crescita la domanda di pasta secca ma in cima ai consumi c’è anche quella per la pasta fresca, nei cui ambiti si sviluppa la proposta di Storci.
Il 2013 per il gruppo parmense nell’impiantistica alimentare si e’ chiuso con un fatturato a 22 milioni con l’obiettivo di fare altrettanto quest’anno. Con i suoi circa cento dipendenti Storci punta pero’ piu’ in alto e si aspetta molto dai settori in cui ha diversificato. Anche grazie al suo costante impegno nella ricerca: “Abbiamo un laboratorio interno, certificato Miur – spiega il presidente Storci – e un’area sperimentazioni:
un settore che vale centinaia di migliaia di euro all’anno, ma che ci permette di lavorare bene sugli impianti, di seguire le richieste dei clienti, un po’ come fossimo sarti del settore, e di costruire macchine che coniugano l’innovazione con la grande tradizione italiana del far pasta. Tra i nostri brevetti più importanti c’e’ Omnia, macchina creata una decina di anni fa e in grado di produrre tutti i formati”. “Lavoro da sessant’anni in questo settore – conclude Anzio Storci – e mi accorgo che ogni giorno ho ancora qualcosa di nuovo da imparare”. Con lo stesso entusiasmo di quando, da progettista e infine responsabile tecnico di Barilla di quello che, dal 1970, e’ ancora oggi il più grande pastificio del mondo, non ebbe paura di inventarsi imprenditore e rischiare del suo.

Il sito di Storci

 

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